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Alto Adige: torna la mascherina nella ristorazione

Nemmeno un mese fa era stata sostituita con una "protezione delle vie respiratorie": foulard, scaldacollo, un semplice fazzoletto

Mascherina no, anzi sì. Ad un mese dalla decisione di togliere l'obbligo della mascherina chirurgica nel settore della ristorazione l'Alto Adige torna sui suoi passi. Lo scorso 15 luglio la Provincia autonoma di Bolzano, con un allegato ad una legge provinciale, aveva dichiarato decaduto l'obbligo della mascherina per il personale che lavora nei bar, ristoranti, discoteche e altri locali aperti al pubblico.

Bastava una "protezione delle vie respiratorie", sostanzialmente uno scaldacollo, un foulard o un fazzoletto. Una scelta principalmente "estetica", forse presa per non spaventare troppo i turisti: un foulard fa meno impressione di una mascherina. Oggi sembra essere il contrario. La mascherina dà più sicurezza e la Giunta altoatesina, anche sulla scia di alcuni casi di contagio in zone turistiche, si adegua.

Dal 13 agosto torna l'obbligo per camerieri, baristi e ristoratori, di indossare la mascherina chirurgica, con le conseguenze economiche che ciò comporta visto che le mascherine vanno cambiate periodicamente e costano. Nel frattempo alcuni sindaci sono andati oltre: a Vipiteno ed a San Candido la mascherina è obbligatoria per tutti nelle zone pedonali, visto l'affollamento in piena stagione turistica. 

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