Uccisa di botte a Nago Torbole: resta in carcere il marito

L'avvocato dell'uomo, Marco Manfrini, lo ha descritto come "disperato e confuso"

La vittima Eleonora Perraro (foto dal suo profilo Facebook)

Resta in carcere Marco Manfrini, unico indagato per l'omicidio della moglie Eleonora Perraro, la 43enne di Rovereto il cui cadavere è stato trovato all'interno del giardino di un locale pubblico, nella mattinata di giovedì 5 settembre. Durante l'interrogatorio di lunedì nel carcere di Spini di Gardolo, davanti ai magistrati l'uomo ha detto ancora una volta di non ricordare nulla, avvalendosi della facoltà di non rispondere. 

Dopo l'udienza nella struttura di detenzione in cui l'uomo, 50 anni, si trova da giovedì scorso, il Gip Riccardo Dies, ha convalidato il fermo, decretandone la permanenza a Spini di Gardolo. 

Manfrini "disperato e confuso"

Manfrini e la Perraro, sposati da meno di un anno, nella serata di mercoledì 4 settembre avevano passato la serata nel locale 'Sesto Grado' e si erano poi fermati a passare la notte nel giardino adiacente, dove la vittima è stata ritrovata all'alba in una pozza di sangue, dopo che a lanciare l'allarme è stato lo stesso Manfrini. Sul corpo e sul volto la donna aveva evidenti segni di una violenta colluttazione. 

Elena Cainelli, avvocato dell'uomo, ha detto che il suo assistito ha solo brevi flash della notte della tragedia ed è "disperato e confuso". Per questo la difesa valuterà la richiesta di una perizia psichiatrica. Martedì 10 settembre a Riva del Garda si svolgeranno i funerali di Eleonora Perraro.

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