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Marcia delle carrozzine: domani protesta al palazzo della Regione

Carrozzine ancora in marcia, questa volta sotto al palazzo della regione, in contemporanea con la protesta che si svolgerà in tutta Italia venerdì 6 maggio

Un'altra "marcia delle carrozzine", questa volta direttamente alle porte del Palazzo della Regione, per rivendicare la  dignità ed i diritti di tutte le persone disabili. Ad organizzare la protesta è la Marcia delle Carrozzine Onlus, già promotrice di due manifestazioni nella zona del basso sarca l'anno scorso, che attirarono l'attenzione dell'opinione pubblica sulla mancanza di sicurezza per chi percorre a piedi, o in questo caso in carrozzina, il discontinuo percorso pedonale lungo la statale.

Venerdì 6 maggio, al mattino, la  protesta si terrà in moltissime città italiane. A Trento si terrà un presidio sotto al palazzo della Regione in piazza Dante. Verranno ribadite le 10 richieste presentate l'anno scorso nei comuni italiani, che ancora non hanno trovato risposta. Eccole, così come presentate nella "Petizione della disabilità italiana unita e concorde":

Chiediamo in primo luogo una rivoluzione culturale nel modo di considerare l'handicap. Chiediamo di cambiare completamente, da parte di tutti, mentalità riguardo alla disabilità nel suo complesso, di vederla sostanzialmente sotto l'aspetto sociale, umano ed esistenziale e non sotto un'ottica solo medico-assistenziale come per lo più avviene. Per noi la disabilità deve essere considerata una diversa normalità e rientrare nel naturale ordine delle cose.

Chiediamo il diritto per le persone disabili gravi ad essere assistiti in casa da propri familiari o da persone di propria fiducia

Chiediamo il prepensionamento di chi assiste malati gravi.

Chiediamo un piano nazionale di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati, attuato a livello regionale e comunale con precisi stanziamenti e capitoli di spesa perpetuabili e rinnovabili annualmente con Commissioni di controllo dove di diritto siano presenti i portatori di handicap o loro familiari.

Chiediamo il diritto allo studio agli alunni in situazione di handicap psichico, fisico e sensoriale, con percorsi, all'occorrenza, diversificati in base alle reali possibilità dei soggetti e in funzione di obiettivi didattici e formativi personalizzati,

Chiediamo la programmazione e l' attivazione, in base ai bisogni reali emersi, sul territorio del Comune, dove sono cresciute e vissute le persone disabili, dei necessari alloggi protetti o case-famiglia in grado di ospitarli in convivenza diurna e notturna e affidati a cooperative del sociale che possiedano i necessari requisiti e competenze. Essi dovranno essere seguiti da personale qualificato e specializzato, formato appositamente per aiutarle nel mantenimento dell'autostima, delle relazioni con l'ambiente esterno, tenuto conto dei problemi inerenti al Dopo-genitori.

Chiediamo l'attivazione di piani personalizzati di realizzazione di Vita Indipendente in ogni Comune d'Italia per iniziare un' inversione di tendenza alla soluzione dell'istituzionalizzazione e segregazione delle persone con disabilità grave.

Chiediamo la promozione e attuazione, mediante apposite convenzioni con cooperative o vettori privati, di politiche di trasporto, con mezzi adeguati e a costi accessibili per persone disabili e anziane non deambulanti sui loro territori di residenza e per gli stessi di potere viaggiare in bus, treni e aerei, metropolitane, senza troppe complicazioni e con tutta l'assistenza logistica e personale del caso.

Chiediamo in ogni Comune o Consorzio di Comuni l'istituzione di un apposito ente o ufficio con personale duttile e specializzato nella ricerca e promozione di attività lavorative per tutti i soggetti portatori di disabilità, anche grave, che manifestassero desiderio in tal senso,

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