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Sciopero generale, oltre 700 persone in manifestazione

Cgil, Cisl e Uil riconoscono la necessità di una manovra dura, ma pretendono che il governo si confronti con le parti sociali e corregga alcuni aspetti del provvedimento per tutelare donne, pensionati e dipendenti

Oltre settecento persone hanno partecipato questa mattina allo sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil per manifestare la loro contrarietà su alcuni aspetti della manovra del governo Monti: un provvedimento necessario, dicono i sindacati confederali, ma fortemente "iniquo", perché va a colpire le fasce di popolazione più in difficoltà, come pensionati e lavoratori dipendenti (del settore chimico, metalmeccanico, dell'edilizia e dei trasporti, e anche della scuola). Ed è stata proprio una folta rappresentanza di queste categorie di lavoratori a partecipare al presidio organizzato davanti al Commissariato del governo  in Corso 3 novembre a Trento.

Una manifestazione colorata ma non molto rumorosa: l'unico vero applauso collettivo lo ha incassato il segretario della Cgil Paolo Burli, quando ha affermato: "Ci troviamo dopo sei anni in un'iniziativa unitaria; se fossimo stati un po' più uniti in questi ultimi anni forse non ci troveremmo in questa situazione". Un appello all'unità delle forze sindacali, che sono uscite senza un nulla di fatto dall'incontro con il governo. Motivo per cui, ha detto il segretario della Cisl Trentina Lorenzo Pomini, "Va ristabilito un tavolo per la trattativa, perché non ci faremo commissariare da questo governo. E siamo preoccupati per come Pd e Pdl non abbiamo dimostrato sensibilità verso le istanze della parte piu debole del Paese". Un concetto ribadito anche dal segretario della Uil Ermanno Monari; il quale, pur riconoscendo "che questo è un governo serio rispetto ai precedenti, ha colpito pensionati e lavoratori. I sacrifici vanno fatti, ma devono essere equi. Ci sono privilegi che vanno toccati, come gli stipendi dei politici e, a livello locale, le indennità dei consiglieri provinciali e regionali e il meccanismo della porta girevole, che fa aumentare i costi della politica".  

I sindacati, quindi, riconoscono la necessità di una manovra dura, ma pretendono che il governo si confronti con le parti sociali e corregga alcuni aspetti del provvedimento: l'indicizzazione delle pensioni minime, che dovrebbero essere almeno quadruplicate; ma anche il riconoscimento del ruolo delle donne nel mondo del lavoro, vista la tendenza all'equiparazione con gli uomini per l'età pensionabile.

L'unico politico presente - fatta eccezione per una rappresentanza di Sinistra, ecologia e libertà - è stato il presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti, che ha raggiunto il presidio delle parti sociali per portare la sua solidarietà non appena conclusa la relazione del governatore Dellai sulla manovra provinciale in discussione in aula. 

Solidarietà che non è mancata anche dal Commissario del governo Francesco Squarcina, che ha incontrato i tre segretari poco prima dell'inizio ufficiale della manifestazione. La situazione generale, infatti, non lesina risparmi a nessuno, tantomeno ai dipendenti pubblici, che infatti sciopereranno lunedì prossimo, 19 dicembre. Il Commisario del governo, margine dell'evento, ha incontrato alcuni giornalisti: una circostanza da cui è emersa anche una riduzione del budget per la cancelleria e la corrispondenza postale che tocca anche i fondi del Commissariato del governo di Trento, dove la cinghia è stata stretta anche per le missioni, ridotte rispetto al passato. Una situazione dettata dai tagli lineare alla spesa pubblica entrati in vigore già dallo scorso anno, "anche se il comparto sicurezza è stato salvaguardato", ha detto il Commissario del governo. Una situazione che non è certo drammatica, ma è fuori dubbio che il contenimento dei costi abbia condizionato anche gli uffici della prefettura, che dovranno far sempre più affidamento sulla corrispondenza via e mail a discapito delle comunicazione cartacee.

A fine mattinata giungono anche i primi dati dell'adesione allo sciopero. In molti stabilimenti dell'industria la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori è stata decisamente positiva. Alle Cartiere del Garda ha scioperato quasi il 90% dei 480 dipendenti, alla Vetri Speciali di Pergine stabilimento fermo per lo sciopero di tutti e 110 i dipendenti. Alla Luxottica di Rovereto l'adesione ha raggiunto il 75% tra i 650 dipendenti della multinazionale dell'occhialeria. Ottima l'adesione anche tra le lavoratrici e i lavoratori del consorzio Melinda: al magazzino Fat di Tuenno hanno scioperato il 98% dei 70 dipendenti, al magazzino Cocea di Segno il 70% circa dei 130 dipendenti, così come al magazzino Contà di Cunevo (sempre 130 dipendenti).  Nel settore metalmeccanico le adesioni sono state mediamente molta alte. Al primo turno di lavoro alla Whirlpool di Spini di Gardolo ha incrociato le braccia circa l'80% dei 400 lavoratori. All'Ebara Pumps di Cles ha scioperato il 60% dei 330 dipendenti, alla Dana di Arco (450 dipendenti) il 70%, alla Sata di Castelnuovo (100 dipendenti) l'80%, all'Adige di Levico (130 dipendenti), il 60%. 

 

 

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