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Piazza piena contro orsi e lupi: "La vita umana prima di ogni animale"

Dal palco è intervenuto anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che ha detto: "Piano è abbattimento ma sì a trasferimento"

"La vita umana prima di ogni animale". La frase è del sindaco di Rabbi (comune in provincia di Trento) Lorenzo Cicolini e rappresenta tutto il sentimento di piazza Dante a Trento, gremita oggi da chi si schiera apertamente contro la presenza di orsi e lupi in Trentino e manifesta al grido di "Prima noi, poi i grandi carnivori". Cicolini è intervenuto direttamente dal palco allestito in piazza Dante a Trento in occasione di una manifestazione contro la presenza di lupi e orsi in Trentino.

Fugatti: "Piano è abbattimento ma sì a trasferimento"

Lo stesso palco da cui ha parlato anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, di ritorno dalle zone alluvionate dell’Emilia Romagna. "In tutto il mondo dove ci sono gli orsi c'è il piano di gestione che, quando gli orsi diventano in numero proporzionale maggiore rispetto alla convivenza uomo-animale, prevede che si faccia la gestione locale. Piaccia o non piaccia, questo significa abbattimento" ha detto Fugatti, che poi ha aggiunto: "Abbiamo detto al Governo, per non continuamente parlare di abbattimento, se voi eventualmente trovate Paesi europei e non europei che sono disposti ad accettare gli animali in esubero noi siamo a disposizione pur sapendo la difficoltà di questo percorso". Il governatore si è poi rivolto anche con alcune parole in dialetto di stare tutti uniti sul quanto prevede il piano dei grandi carnivori.

La rabbia degli animalisti torna al Casteller: "Basta con la contrapposizione uomo-animale"

Alla manifestazione si sono susseguiti diversi interventi, come quelli di alcuni sindaci dei comuni della provincia trentina ma anche esponenti di associazioni e federazioni del territorio, come il presidente degli allevatori della Val di Sole Lorenzo Andreotti. Tutti uniti per dire che la vita umana e la sicurezza viene prima della vita degli animali. Dai presenti, sono stati esposti diversi cartelli, fra cui "Stanchi dell’invasione degli orsi e animalisti da salotto"; un ragazzo reggeva invece un cartello con la scritta "Liberi di correre nei nostri boschi. Un pensiero per Andrea", in riferimento alla morte di Andrea Papi, il giovane ucciso dall’orsa JJ4. E ancora: "Noi lavoriamo e paghiamo le tasse per scuola, salute e strade sicure, cura anziani, sicurezza, non per proteggere gli orsi" oppure "Noi vogliamo giustizia, la morte di Andrea è causata da chi ha portato a casa nostra orsi e lupi".

Manifestazione "Prima noi e poi i grandi carnivori"

Intanto si avvicina la data del 25 maggio, quando il Tar di Trento dovrà sentenziare circa il futuro dell'orsa Jj4, esemplare ritenuto problematico e ritenuto autore dell'aggressione mortale al runner Andrea Papi nel pomeriggio del 5 aprile scorso a Caldes in Val di Sole. Il Tribunale amministrativo regionale, che nel frattempo ha sospeso l'ordinanza di abbattimento, dovrà decidere se riattivare l'ordinanza di Fugatti oppure optare per il trasferimento del plantigrado in un santuario-rifugio all'estero.

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