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"Niente maltrattamenti a Spini. Ma i detenuti sono 380 per 240 posti"

Con una nota unitaria i sindacati di polizia penitenziaria (Sinappe, Cisl, Uspp e Cgil), rispondono alle notizie di presunti maltrammenti nei confronti dei detenuti nel carcere di Spini di Gardolo

"Ci sembra superfluo evidenziare che vivendo in un clima di restrizione sproporzionata di questo tipo - dai 240 detenuti che può accogliere la struttura ai 380 attuali - anche i detenuti sono sofferenti e non godono come potrebbero delle attività sportive, ricreative, lavorative e scolastiche che offre l’istituto penitenziario,  ma tutto il personale che vi opera, sia civile che appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria si adopera oltre le loro possibilità per rendere vivibile al meglio la restrizione dei detenuti, Ma da qui a parlare di maltrattamenti, aggressioni, ce ne vuole". 

Con una nota unitaria dei sindacati di polizia penitenziaria (Sinappe, Cisl, Uspp e Cgil), rispondono alle notizie di presunti maltrammenti nei confronti dei detenuti nel carcere di Spini di Gardolo a Trento nord. Il riferimento è al sondaggio organizzato dalla camera penale di Trento tra i carcerati del locale istituto penitenziario: 170 detenuti, su 370 totali, si sarebbero prestati ad un questionario sulle loro condizioni di vita in carcere, definite di sofferenza da alcuni e di maltrattamenti da altri, ad opera del personale di polizia penitenziaria.

A Trento prestano servizio 125 Poliziotti Penitenziari e i detenuti sono 380 (rapporto di oltre 1 a 3). Volendo rimanere vicini alla realtà trentina, nella Casa Circondariale di Verona, prestano servizio 300 Poliziotti Penitenziari e i detenuti sono 460 (rapporto di 1 a 1,5). I Poliziotti scaligeri, nel rispetto del contratto di lavoro espletano tranquillamente servizio per 36 ore settimanali nel pieno rispetto del contratto di lavoro di categoria. Quelli trentini inevitabilmente, considerata la carenza di personale, per 48 ore settimanali e con un carico di lavoro pressoché triplo.

La reazione dei sindacalisti è ferma: "Noi non possiamo più accettare che persone presumibilmente a caccia di visibilità o molto più probabilmente di pubblicità, si permettono di rappresentare situazioni di maltrattamenti da parte dei poliziotti penitenziari, lamentati da detenuti che nell’anonimato non descrivono giorno e fatti in cui sarebbero stati perpetrati i maltrattamenti. Ma di cosa parliamo allora? Se non di buttare fango gratuitamente su onesti uomini e donne in divisa che di giorno e di notte, nei giorni feriali e nei giorni festivi, in condizioni lavorative non più descrivibili continuano in modo encomiabile a prestare la loro attività al servizio dello stato per la sicurezza dei cittadini", si legge nella nota. 
 

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