Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Mafioletti: "La mia paura è che la necessaria riforma dei servizi sociali non ci sarà"

Il disperato appello di oggi della mamma di Rovereto per salvare la figlia dalla droga mi ha veramente fatto arrabbiare: non possiamo più restare indifferenti. Qui ci sono situazioni disperate e la Giunta se ne disinteressa nonostante siano anni che chiediamo una riforma che è ormai veramente indispensabile. Questa vicenda è un’ulteriore dimostrazione della necessità di riformare i servizi e questo si fa aprendosi al dialogo e non arroccandosi a difesa dello status quo.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA LETTERA

DELLA CONSIGLIERA GABRIELLA MAFIOLETTI

Il disperato appello di oggi della mamma di Rovereto per salvare la figlia dalla droga mi ha veramente fatto arrabbiare: non possiamo più restare indifferenti. Qui ci sono situazioni disperate e la Giunta se ne disinteressa nonostante siano anni che chiediamo una riforma che è ormai veramente indispensabile. Questa vicenda è un'ulteriore dimostrazione della necessità di riformare i servizi e questo si fa aprendosi al dialogo e non arroccandosi a difesa dello status quo.

Non voglio entrare nel merito della vicenda ma sottolineare che ora anche Fabiano Lorandi, presidente dell'associazione Ubalda Girella, ha evidenziato che la lunga e tormentata vicenda è contrassegnata da sofferenze e da risvolti paradossali tanto da «dover far riflettere tutti quanti e rivedere la funzione dei servizi». Per l'ennesima volta ribadisco la necessità della rivisitazione del ruolo e dei poteri dei servizi sociali che l'attuale giunta comunale di Trento ha sempre evitato di affrontare ricorrendo a mezzucci non tanto leali come il tentativo di farmi tacere attraverso una costosa perizia affidata a un noto professionista di Roma, le velate accuse di denunciarmi per una vicenda di cui mi ero occupata e non ultima la decisione di secretare la discussione sulla rimozione del dirigente dei servizi sociali di Trento. Ormai questa giunta ha dimostrato nei fatti di essere maggiormente interessata a tutelare la propria reputazione e il proprio consenso elettorale piuttosto che i cittadini: ma questa politica miope sta portando tanta sofferenza a molti bambini, genitori e famiglie. La sensazione che mi coglie è quella di paura e sgomento per il nostro futuro se le cose dovessero continuare così. Dobbiamo cambiare, ma dubito che l'attuale maggioranza lo possa fare: non è nascondendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi che si risolvono i problemi.

Io stessa in passato mi sono dovuta occupare di una vicenda simile in cui i servizi, ingessati nelle loro rigide procedure, non consentivano a una ragazza di entrare in una comunità di recupero con il suo bambino. La situazione si è sbloccata solo dopo l'intervento del Garante per l'infanzia, ma quante persone non hanno avuto la stessa fortuna? Questa vicenda è assurta all'onore delle cronache e forse si risolverà. Ma che cosa succede agli altri ragazzi? Li mandiamo forse in una comunità lager in Abruzzo (come è stato realmente fatto fino a poco tempo fa) o decidiamo di darci da fare per trovare una soluzione reale?

A mio avviso il problema non è tanto la mancanza di strutture e fondi quanto la mancanza di organismi adeguati e formati alla risoluzione dei problemi e indipendenti da logiche clientelari. I soldi ci sono e certamente vengono profusi a piene mani, ma quali sono le mani che li raccolgono? Ormai sempre più associazioni e organizzazioni presenti sul territorio e a diretto contatto con i cittadini riconoscono la necessità di una riforma radicale e che i nostri soldi devono essere spesi bene a vantaggio dei cittadini e non dei soliti personaggi che gravitano attorno alla Giunta. Più volte ho ribadito che se non si superano certi conflitti di interesse la situazione non migliorerà. Spero che la giunta mi ascolti ma ho paura che non lo farà.

Gabriella Maffioletti

Consigliera comunale di Trento e

delegata regionale di Adiantum

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