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In Trentino niente mafie, lo dice la Direzione nazionale antimafia

"Va solo rilevato - si legge nella relazione del consigliere Pennisi - che il comune di Rovereto, è stato lambito dagli effetti della attività criminale di una organizzazione di matrice camorristica operante nel Veneto"

Il Trentino non è interessato da infiltrazioni della criminalità organizzata, se non per un caso che ha "lambito" Rovereto. Lo afferma la relazione della Direzione nazionale antimafia, nel paragrafo curato dal Consigliere Roberto Pennisi per Trento, Trieste e Venezia.

Viene spiegato che le analisi "sulla presenza o infiltrazione nel tessuto sociale e economico di organizzazioni criminali o esponenti di esse, ovvero di investimenti, di matrice mafiosa (calabrese o siciliana) o camorristica", ha dato "esito negativo. Va solo rilevato - si legge nella relazione - che il territorio in questione, in particolare il comune di Rovereto, è stato lambito dagli effetti della attività criminale di una organizzazione di matrice camorristica operante nel Veneto".
 
In quella circostanza (aprile 2011), secondo gli inquirenti, quindici imprese locali sarebbero finite nella "rete" del clan dei Casalesi, che avrebbe controllato la situazione attraverso una società finanziaria di Padova. Le infiltrazioni risalgono al 2009, fatte a suon di usura, estorsioni e minacce.
 
Un mese dopo a suonare l'allarme era stato il presidente degli autotrasportatori di Confindustria Andrea Gottardi, il quale denunciò presunte infiltrazioni mafiose - questa volta della 'ndrangheta - nel settore.
 
Nel 2010, invece, secondo i dati del Cnel e dell’Agenzia del demanio, in regione sono stati confiscati beni per un milione di euro. In tutto si tratta di 15 tra esercizi commerciali, piccole aziende edili e attività immobiliari o turistiche. Gli intermediari finanziari hanno segnalato 112 episodi di possibile riciclaggio. Anche gli imprenditori segnalano tentativi di infiltrazione. I mafiosi si presentano per incassare un credito e si offrono di fare prestiti. Così società finanziarie con sede in Campania e Calabria allungano le mani su aziende e imprese trentine. Una realtà che viene segnalata da un numero sempre maggiore di imprenditori. 
 
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