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Venerdì, 21 Giugno 2024
Cronaca Centro storico

Criminalità: il rapporto Antimafia sul Trentino Alto Adige

"La particolare posizione geografica della regione assume un elevato valore strategico per le organizzazioni criminali (...) per la sua collocazione "centrale" nel contesto europeo"

"La particolare posizione geografica della regione Trentino-Alto Adige assume un elevato valore strategico per le organizzazioni criminali, non tanto perché essa è posta ai confini del territorio nazionale, quanto per la sua collocazione "centrale" nel contesto europeo". Si legge nella relazione annuale sulle attività svolte dal procuratore nazionale antimafia nel periodo compreso tra il 1° luglio 2011 ed il 30 giugno del 2012 (19 i procedimenti aperti, tutti per reati legati agli stupefacenti, e 102 misure cautelari emesse). Il documento della Direzione nazionale antimafia contiene il quadro sulla presenza di organizzazioni di tipo mafioso nelle diverse aree geografiche italiane, Trentino Alto Adige compreso. Va detto subito che "non si apprezzano segnali indicativi della presenza, nel Trentino-Alto Adige, di esponenti delle organizzazioni criminali di tipo mafioso e i fenomeni criminali di maggior interesse investigativo hanno riguardato le fattispecie associative in materia di sostanze stupefacenti". 

Ma l'assenza di sodalizi mafiosi lascia il campo libero ad altre organizzazioni criminali: "Così, divengono protagonisti dei più significativi traffici illeciti associazioni criminali che, più che vantare un qualche radicamento sul territorio, costituiscono efficienti anelli di una catena che attraversa l’intero continente europeo e può avere i suoi collegamenti con l’oriente e con le americhe". La più attiva sul territorio regionale è "senz’altro la criminalità albanese, abile nell’instradamento dei flussi illegali di sostanze stupefacenti e dotata di particolari attitudini collaborative con sodalizi di altre regioni. Non mancano, peraltro, gruppi criminali di altre nazionalità che hanno saputo sviluppare autonome reti per la gestione del narcotraffico". In questo caso il riferimento è all'operazione "Duecento": è stato scoperto un traffico internazionale di sostanze stupefacenti perpetrato da cittadini di origine serba ed italiana sull’asse Italia – Germania; altre indagini, tuttora in corso, hanno fatto emergere filoni ancora diversi, che vedono il coinvolgimento di gruppi nordafricani, balcanici, centro e sudamericani).

Un occhio di riguardo, gli inquirenti lo hanno posato pure sulle comunità cinesi, dal momento che "deve annotarsi l’ampliamento della loro presenza in alcuni settori commerciali e imprenditoriali" anche se "non sono emersi, al riguardo, segnali di significative presenze criminali". Ma visto che non si può escludere in via assoluta e definitiva l’interesse della criminalità organizzata per il Trentino Alto Adige, "soprattutto, per le sue risorse economiche", il Procuratore distrettuale antimafia, insediatosi in tale incarico da pochi mesi, ha "mostrato particolare e concreta sensibilità nel monitorare con attenzione ogni manifestazione (delittuosa o meno) che potesse essere ricondotta alla tipologia dell’agire mafioso, nella speciale declinazione che esso assume in luoghi diversi da quelli tradizionalmente colpiti da tale fenomeno".

Anche nel Trentino-Alto Adige - come nel distretto di Venezia, dove alcune dinamiche sono simili - si è quindi dedicata particolare
attenzione alla realtà economica locale (è infatti la ricchezza economica a fare gola alla criminalità). Il Gico della Guardia di Finanza ha però verificato la presenza, sul territorio regionale, di soggetti di origine calabrese, se non organici, quantomeno strettamente collegati alla ‘ndrangheta ed operanti nel settore dei trasporti e del movimento terra. Il Gico segnala anche "un vasto traffico internazionale di sostanze stupefacenti (cocaina) perpetrato da consorterie criminali composte da soggetti di nazionalità albanese e italiana dislocati in Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto (Venezia e Verona), con contatti - per la pianificazione ed organizzazione degli approvvigionamenti di droga - in Albania, Germania, Olanda e Belgio".

L’altro filone criminale di "sicura consistenza", è rappresentato dal contrabbando di tabacchi lavorati esteri:  nell’ambito di un'operazione denominata "Alarico" sono infatti state scoperte attività di contrabbando di sigarette  gestite da soggetti campani, polacchi, ucraini e moldavi, finalizzate all'introduzione illecita di ingenti quantitativi da diversi paesi dell’est europeo e destinati al mercato clandestino campano, lombardo ed emiliano.

Nel periodo esaminato dalla Dna sono giunti a conclusione - del primo o del secondo grado di giudizio - tre procedimenti penali definitivi nella relazione "significativi". Come la condanna, per tutti gli imputati, in un procedimento che vedeva coinvolti 10 persone di origine pakistana e magrebina.

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