'Ndrangheta in Val di Cembra: "Quei beni diventeranno proprietà dello Stato"

Il tenente colonnello Sodano, della Guardia di Finanza di Trento: "Oggi un passo fondamentale, si punta alla confisca per sproporzione"

Compie un passo ulteriore l'operazione della Guardia di Finanza per il sequestro dei bei direttamente o indirettamente riconducibili ai presunti membri della "locale" della 'ndrangheta in Trentino. Come ha sottolineato il comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Trento Francesco Sodano, con il primo provvedimento erano stati "congelati" beni mobili ed immobili per impedire agli indagati di nasconderli al computo totale, adesso il sequestro ha ottenuto l'avvallo del Gip. Un passaggio che permetterà, in caso di condanna, la confisca definitiva da parte dello Stato.

Il secondo provvedimento è reso possibile da aspetti fondamentali ce hanno caratterizzato le indagini patrimoniali sulla 'ndrina della Val di Cembra: un primo aspetto è l'ipotesi di reato, l'associazione di stampo mafioso prevista dal tristemente noto articolo 416 bis; l'altro è l'evidente sproporzione tra i redditi dichiarati dai soggetti in questione ed il patrimonio effettivamente in disponibilità, naturalmente anche attraverso prestanome.

Il sequestro punterebbe dunque alla cosiddetta "confisca per sproporzione". Nel frattempo il Tribunale ha già nominato un amministratore giudiziario che si occuperà di portare avanti le attività delle società poste sotto sequestro, anche per garantire lavoratori e fornitori. Su questo punto il procuratore di Trento Sandro Raimondi è stato chiaro: le società continuano la loro normale attività.

Il primo sequestro aveva infatti "bloccato" ben 11 società, di cui 4 in Trentino, altre 4 in Veneto e 2 a Roma. Con questo secondo provvedimento si aggiunge la Soluzioni Ponteggi di Trento, oltre a diversi beni immobili: 5 case in Val di Cembra intestate ai figli di uno degli elementi ritenuti di vertice all'interno della banda, ed un terreno. Sotto sequestro anche altri quattro conti correnti, dei quali non si conosce la consistenza perché le indagini sono in corso in queste ore, ed un'Audi Q3.

Il primo sequestro aveva un valore complessivo di circa 6,1 milioni di euro. Di questi, nel secondo sequestro, sono finiti beni per 4 milioni di euro, mentre la restante parte è ancora oggetto di accertamenti. A ciò si vanno ad aggiungere il nuovi beni, e la ditta individuale, elencati sopra e quindi il totale del secondo sequestro è, ancora, di circa 6 milioni di euro.

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