Strage di pecore in Lagorai, i pastori: "E' stato il lupo, ora basta"

"La convivenza è sempre sbilanciata a favore dei predatori, è un disastro". La lettera sui social network dopo l'ennesimo attacco

Una delle foto pubblicate da Veronica Nones

Strage di pecore e capre sul passo Manghen. Gli animali sono stati trovati morti dai pastori all'alba di lunedì 13 luglio ed i contorni della vicenda saranno ricostruiti dalla forestale. A puntare il dito contro il lupo, quasi certamente responsabile dell'attacco (a meno che, come in altri casi, non venga provato che si tratti di cani vaganti) è Veronica Nones, dell'Associazione allevatori Val di Fiemme.

Le foto si riferiscono agli animali trovati morti a Malga Agnelezza, nella catena del Lagorai. Se la notizia fosse confermata si tratterebbe dell'ennesimo, eclatante, episodio registrato nell'estate in corso. Altre predazioni, confermate dalla forestale, si sono verificate in Primiero, Val dei Mocheni, Folgaria e nella stessa Val di Fiemme. Nones non ha dubbi: "la mattanza è cominciata". Il periodo in cui si verificano maggiormente episodi di questo tipo è, infatti, la tarda estate. 

Ad accompagnare le foto, sui social network, c'è una lettera aperta della stessa Nones. "La gente è affascinata da questo mondo lontano, dalla vita di montagna, dai pascoli verdi e il cielo azzurro sopra di noi. C’è una parte, però, che viene trascurata; sono le alzatacce la mattina, che sia domenica o lunedì; le ferie che non si fanno perché gli animali non vanno in vacanza; le giornate trascorse sotto la pioggia battente a pascolare" scrive, descrivendo la dura vita dei pastori del Lagorai.

A questo va ad aggiungersi la difficoltà della "convivenza" con i grandi carnivori: orsi nel Trentino occidentale e, da qualche anno, lupi nella parte orientale. "I grandi predatori - prosegue Nones -. Quest’ultima difficoltà fino a qualche anno fa non affiorava nemmeno nella nostra testa. Oggi è un tarlo fisso. Per noi non ci sono animali di serie A o di serie B, ci sono animali, punto. Tutti vanno tutelati, tanto più se questi animali sono la vita ed il mestiere di molteplici famiglie".

Sembra, inoltre, che il gregge fosse all'interno di un recinto elettrificato, che evidentemente non è bastato a proteggere gli animali. "Non chiediamo l’uccisione, chiediamo protezione per i nostri animali, quella che noi non riusciamo più a garantirgli. Chiediamo soluzioni semplici ed immediate perché le nostre capre, pecore, vacche non debbano soffrire, non vengano terrorizzate da chi non possiamo combattere", conclude la lettera. 

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