Trento, lupa investita in tangenziale

Una giovane lupa, probabilmente esemplare "in dispersione" scrive la forestale, è stata trovata senza vita da alcuni automobilisti

La lupa investita in tangenziale nord

E' una lupa, e non un esemplare di lupo cecoslovacco come ipotizzato in un primo momento, l'animale investito nella notte tra il 4 e 5 novembre sulla tangenziale nord di Trento. La conferma ufficiale arriva dal Servizio faunistico provinciale.

Per i lupi la Valle dell'Adige è un ostacolo

L'intervento della forestale è scattato dopo la segnalazione di alcuni automobilisti che hanno notato il corpo senza vita della lupa. Non è stato ancora identificato, e difficilmente lo sarà, il responsabile dell'investimento. L'animale è morto sul colpo. La carcassa è stata recuperata dai Vigili del Fuoco. "I primi esami condotti dal medico veterinario evidenziano che si tratta di una femmina che era in buono stato di salute, di 26,4 chilogrammi. Numerose fratture, compreso un trauma cranico, fanno ritenere che la morte con ogni probabilità sia dovuta ad un investimento. Non si sa chi abbia investito l’animale" comunica la nota.

"Vengono regolarmente segnalati - prosegue il Servizio forestale - giovani esemplari in dispersione, quale era, con ogni probabilità, anche quello investito la notte scorsa. In tali fasi si spostamento, a volte su grandi distanze dell’ordine di molte centinaia di chilometri, non è infrequente che i lupi attraversino anche fondovalle fortemente urbanizzati quale quello della valle dell’Adige".  Un episodio identico avvenne in pieno lockdown sulla statale 12 all'altezza di San Michele all'Adige. 

Sempre nel periodo del primo lockdown furono due gli orsi che passarono da una parte all'altra della Valle dell'Adige, attraversando dunque la A22 e le due statali che corrono su entrambe le rive del fiume. Il primo fu un giovane esemplare che una volta attraversato il fiume dal ponte di Calliano si presentò direttamente in paese seminando il panico. Si allontanò poi nei boschi dell'Altopiano di Folgaria e, dopo essere stato segnalato al confine con Vicenza, se ne sono perse le tracce. L'altro è il celebre orso M49 che, scappando dal recinto del Casteller per la prima volta, compì il percorso inverso tornando tra le sue montagne nel Brenta, ma fu poi nuovamente catturato. 

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