Villa Angerer in stato di abbandono, l'appello del Fai alla Provincia: "a rischio la struttura"

Oltre un milione e mezzo di voti per il censimento dei luoghi da non dimenticare, promosso dal Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano. In Trentino tra i beni culturali a rischio ci sono la villa di Arco, il palazzo delle Poste e Castel Selva

foto dal sito FAI

Ha raccolto più di un milione e mezzo di voti l'annuale campagna "I luoghi del cuore" promossa dal FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano, che ogni anno chiede ai cittadini di votare un luogo al quale sono legati e che versa in stato di particolare abbandono.

Per il Trentino figura al 106° posto, tra i 20.027 luoghi segnalati, Villa Angerer ad Arco con 3.082 voti. Si tratta di un edificio costruito nella seconda metà dell'Ottocento da Giovanni Angerer, facoltoso commerciante di Innsbruck, con un parco annesso di oltre 30.00 metri quadri in cui si trovano piante esotiche, cedri provenienti da Libano, Marocco e Himalaya, ed alberi secolari. La villa è di proprietà della Provincia di Trento e l'auspicio del FAI è che la villa sia ristrutturata ed aperta al pubblico.

Tra i luoghi "da non dimenticare", il secondo più votato in Trentino si trova nel capoluogo: è il palazzo delle Poste di Trento che, nella parte non occupata dagli uffici di Poste Italiane, è ormai abbandonato da decenni, salvo la fortunata apertura di qualche anno fa in occasione di Manifesta. 

Altri "luoghi del cuore" dei trentini sono Castel Selva a Levico, risalente al X secolo, il biotopo di Resenzuola a Grigno e la vecchia strada del Ponale, un tempo unico collegamento tra Riva del Garda e la Val di Ledro, oggi percorribile solo a piedi ed in mountain bike.  

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