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Gatti e i suoi compagni di scalata a quota 4000 m

Gatti e i suoi compagni di scalata a quota 4000 m

"Ciao Lorenzo, avevi il volontariato nel cuore": il ricordo del presidente della Sat di Mori

Il ricordo del giovane alpinista Lorenzo Gatti, morto sul Pasubio, tracciato dal presidente della sezione moriana Mattia Bertolini

Un ragazzo d'oro, in gamba, responsabile ed attento. E' personale e profondo il ricordo di Lorenzo Gatti tracciato dal presidente della Sat di Mori Mattia Bertolini, dopo la tragica scomparsa del giovane alpinista roveretano. Gatti stava percorrendo il Monte Cornetto, nel gruppo del Pasubio, sabato 20 febbraio, insieme alla compagna. E' scivolato in un tratto particolarmente impegnativo, all'interno di un canalone, perdendo la vita. Una tragedia che ha scosso le comunità di Marco di Rovereto e di Mori.

"Avevi il volontariato nel cuore": ecco il ricordo del presidente Sat

"Ciò che scrivo lo scrivo da amico prima ancora che da presidente.
La morte in montagna durante una scalata è un evento sempre presente che la nostra mente calcolatrice mette tra le possibilità, seppur remote, quando si pianifica. Sappiamo che potrebbe capitare, eppure quando succede davvero ci trova sempre disarmati, inadeguati e non pronti a ciò che davvero significa. Quando questo destino coglie un amico, un compagno di corda, una persona speciale, beh, per quanto sia possibile sembra sempre assurdo. Abbiamo quasi la sensazione che l’indomani potremmo sentirci nuovamente per programmare la prossima meta, seduti al bar davanti ad una birra rinfrescante a discutere di difficoltà, di linee di salita, di ghiaccio, di roccia e di come incastrare le ferie di tutti". 

"Lorenzo, eri un ragazzo davvero in gamba, di come se ne trovano pochi in giro: capace, responsabile, attento. Molte volte ti abbiamo affidato la vita al capo della corda e mi si spezza il cuore al pensiero che non potremo più condividere con te il sudore e la fatica, le gioie ed i sorrisi. Lorenzo, eri un ragazzo d’oro, davvero. Non sono pronto a comprendere quanto è successo, non sono pronto ad accettare questa dura realtà. Siamo gente che la montagna la vive e mentirei se dicessi che era impensabile che potesse succedere. Nonostante questo, è una verità che fa male, che ci colpisce con la violenza di una valanga, ci svuota i polmoni, per ricordarci della nostra fragilità, per sottolineare a caratteri vividi ciò per cui vale la pena che non succeda".

"Sei sempre stato un valido aiuto per la nostra sezione, sempre disponibile con responsabilità e competenza. Negli eventi, la Ganzega d'autunno, la Stivo on the Rock, la palestra di boulder, ad assumerti l’onere del capocordata durante le ascensioni alpinistiche. Avevi il volontariato nel cuore.  Non esiste modo per alleviare il dolore per la tua scomparsa, è successo e fa male, ci fa arrabbiare. Possiamo solo fare tesoro di quanto ci hai lasciato, della tua attenzione per l’altro, della gentilezza, della generosità, e affidarti al Signore delle Cime con la certezza che volgerai il tuo sguardo su di noi dalle tue amate montagne". 

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