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Liberalizzazioni, la Provincia fa la voce grossa. Mondini replica

Olivi: "Il Trentino continuerà a muoversi nel solco della norma provinciale, fino a quando non sarà disapplicata o dalla Provincia stessa o dalla Consulta". I grossisti: "Liberalizzazioni opportunità per il settore"

"Il Trentino si è dato una nuova disciplina in materia di commercio, ad un tempo innovativa e flessibile, condivisa dagli operatori economici, dai sindacati, dalle amministrazioni locali, e continuerà a muoversi su quel solco, fino a quando essa non sarà disapplicata, o dalla Provincia stessa o dalla Corte costituzionale. Sul secondo punto il parere di un illustre giurista, Valerio Onida, e una sentenza del Tar di Trento, ci confortano: la materia è di competenza provinciale e la legge 17 non può essere considerata disapplicata dal varo di una diversa normativa nazionale. Altre regioni, su questo punto, si sono già rivolte alla Corte, che si pronuncerà ai primi di novembre, e se ne necessario lo faremo anche noi. Mi pare comunque che nel merito della disciplina sugli orari e le aperture che ci siamo dati, non vi siano contestazioni. Nessuno ha messo in discussione l'impianto generale della normativa, che comunque è sufficientemente flessibile e può essere perfezionato. Nessuno ci ha detto che siamo fuori strada. C'è sia negli amministratori sia negli esercenti sia nei lavoratori un consenso di fondo sul fatto che la liberalizzazione totale non è necessariamente un bene per il settore". Queste in sintesi le conclusioni dell'assessore provinciale al Commercio Alessandro Olivi al termine del lungo incontro svoltosi oggi in Provincia con le organizzazioni economiche e imprenditoriali, i sindacati, i sindaci.

Ma a Paolo Mondini, presidente dei grossisti e della PMi del Trentino, non è andato giù che la sua associazione non sia stata invitata all'incontro di oggi pomeriggio convocato dall'assessore provinciale Olivi sulle aperture nei festivi. "Siamo stupiti – dichiara Mondini – che un assessore provinciale dimostri così evidentemente di non conoscere le realtà imprenditoriali e sindacali a cui dovrebbe fare riferimento: il mancato invito alla nostra Associazione, infatti, dimostra la totale ignoranza dell’autonomia di cui le singole categorie godono all’interno del nostro mondo. Tanto più che oltre il 30% dei nostri associati, grossisti, possiede anche licenze per il commercio al dettaglio".
 
"Nel merito della questione – è la proposta del presidente Mondini – non possiamo non rilevare sia le criticità poste dalle liberalizzazioni del governo Monti (è impensabile per la realtà imprenditoriale trentina un’apertura di 7 giorni su 7) ma anche le opportunità che queste potrebbero offrire, liberando un settore da lacci e lacciuoli di stampo politico nei quali attualmente è invischiato".
 
La possibilità data dalle liberalizzazioni (accolta da Comune di Trento e criticata dalla Provincia), dice Mondini, "Potrebbe essere un’opportunità perché ci esimerebbe da sfibranti trattative con la controparte sindacale mentre ci permetterebbe di corrispondere a quanto previsto a livello nazionale dal contratto nazionale. Non solo: potrebbe essere un momento di responsabilizzazione del tessuto imprenditoriale legato al commercio nei centri storici, che potrebbe essere finalmente reso libero ed autonomo nella gestione delle proprie pertinenze. Orari, certo, ma non solo: anche riqualificazione urbana e promozione dei centri storici. Potrebbe essere l’occasione per la Provincia per prevedere contributi ad hoc per determinate realtà che potrebbero gestirsi in maniera responsabile ed autonoma contributi di valorizzazione di più settori, dal commercio alla ristorazione, dal ricettivo ai servizi, dall’artigianato alle altre attività caratteristiche dei nostri borghi. Un disegno questo forse in parte abbozzato dall’attuale assessorato ma che, in quattro anni di legislatura, non ha visto mai la luce, se non in pochi e limitati ambiti. Questa impostazione permetterebbe, oltre ad uno snellimento di pratiche burocratiche, anche il riequilibrio nella diversità di trattamento tra categorie economiche".
 
"La nostra posizione - conclude Mondini - è affine a quella di Confesercenti e del suo presidente Loris Lombardini e, fatti alcuni distinguo, a quella dell’assessore del Comune di Trento, Fabiano Condini. In definitiva  ribadiamo le perplessità espresse in occasione dell’assemblea generale del 7 giugno scorso. Tanto più che gli esiti ai ricorsi contro i vincoli della legge Olivi potrebbero essere noti soltanto dopo le prossime elezioni provinciali: fatichiamo, in effetti, a non intravvedere nella legge 17/2010 (cio è la legge sul commercio targata proprio Olivi, ndr) alcune finalità che non esiteremmo a chiamare ‘elettoralistiche’". 
 
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