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L'imam di Trento contro la guerra di Siria: lettera ad Amnesty

Il religioso, che rappresenta la comunità siriana in Italia, ha scritto all'associazione umanitaria per denunciare la connivenza russa nelle repressioni in atto da mesi in Siria, dove il regime di Assad è tollerato dall'Occidente

"Le munizioni russe uccidono i nostri bambini e le nostre donne in Siria, dov'è la loro coscienza umana?".

Lo scrive ad Amnesty International l'imam di Trento, Aboulkheir Breigheche, in qualità di esponente della comunità siriana in Italia. "Dove sono finiti - domanda l'imam nella lettera inviata ad Amnesty - i principi del governo russo, la storia, la civiltà, di fronte a tutti i crimini che avvengono in Siria, che superano quelli del Nazismo. Il sostegno morale del Consiglio di sicurezza dell'Onu - prosegue - impedisce ogni soluzione per proteggere la popolazione dalla brutalità del tiranno sostenuto dal governo russo", scrive l'Imam riferendosi al dittatore Bashar Al Asad.
 
La situazione in Siria, infatti, pare sempre più complicata: c'è da chiedersi come mai la comunità internazionale non abbia esistato ad intervenire in Libia (con cui Francia e Italia avevano ottimi rapporti), ma sia così poco decisionista verso il regime siriano, certo non tenero verso i numerosi dissidenti che vengono zittiti con le armi. 
 
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