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Lettera contro l'omofobia: "I veri credenti pregano nel segreto"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata arrivata alla nostra redazione che si inserisce nel dibattito riguardo alla legge antiomofobia, in discussione in consiglio provinciale. L'autore della lettera esprime preoccupazione e sconcerto per quei movimenti che, pur manifestando pacificamente il proprio dissenso e rivendicando una giusta libertà di espressione, finiscono per avvalorare forme di discriminazione

Ieri* Rovereto ha ospitato le Sentinelle in piedi, un movimento che ufficialmente si professa apolitico e aconfessionale, ma che negli ultimi mesi sta portando in diverse piazze italiane un malcelato messaggio inneggiante alla discriminazione e all'intolleranza.
In un periodo in cui in Italia si cerca di eliminare ogni fora di pregiudizio e di contrastare la discriminazione in base all'orientamento sessuale, queste persone si sono ritrovate per dire no alla lotta contro l'omofobia e all'educazione e al rispetto delle diversità, invocando un diritto  di espressione del proprio pensiero che si traduce però in un diritto alla discriminazione e alla legittimazione di falsa informazione su una parte debole della nostra società.
Sono molto rammaricato per questo evento organizzato proprio nella Città della Pace e l'unica mia consolazione è stata la modesta partecipazione e il non vedere molti visi roveretani tra i partecipanti. Il mio grande timore riguarda però la disinformazione che gruppi, come questo intervenuto oggi, possono portare, non colmando la grande ignoranza che ancora persiste su questa tematica.
Il mio pensiero è rivolto in primo luogo ai giovani, perché credo che sia fondamentale un'adeguata educazione che parta dalla scuola, poiché troppo spesso i mass media riportano casi di bullismo con sfondo omofobo che  hanno portato più adolescenti a tentare il suicidio, talvolta purtroppo con tragici epiloghi. Come possiamo intervenire per fermare questa violenza? Il messaggio che vorrei lasciare ad adolescenti omosessuali che si sono sentiti colpiti per questa manifestazione è di non vergognarsi dei propri sentimenti, perché forse a vergognarsi dovrebbe essere solo chi, fiero, diffonde apertamente un segnale di ostilità. Forse allora ha ragione San Matteo nell'esortare i veri credenti a pregare in segreto e a non essere ipocriti stando ritti negli angoli delle piazze per essere visti (San Matteo, 6, 5).
Non si può strumentalizzare la parola del Signore per non aprirsi al cambiamento e all'accettazione di tutti; d'altra parte, quale dio potrebbe mai voler diffondere un messaggio di intolleranza ed odio? Ritengo piuttosto che troppo spesso non siamo in grado di pensare autonomamente con la nostra testa e con il nostro cuore, lasciandoci trasportare da chi professa di detenere la verità assoluta.
Non posso nascondere la mia preoccupazione per queste manifestazioni estremiste, e temo fortemente che l'attuale violenza psicologica che esse portano con sé possa sfociare anche in violenza fisica. Mi sento sfiduciato quando assisto inerme a tali eventi: solo una settimana fa è stata celebrata la Giornata Internazionale contro l'omofobia e in questi giorni ricordiamo la scomparsa di don Gallo, che nella sua vita mai esitò a dire che Dio è amore e che l'eterosessualità, l'omosessualità e la transessualità sono doni di Dio.

Lettera firmata

*sabato 24 maggio

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