Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Alto Garda, la Finanza scopre 51 lavoratori irregolari o in nero in un resort di lusso

Impiegati come camerieri, pasticceri, maitre, chef, lavapiatti, estetiste o bagnini

Immagine di repertorio

Prosegue l'impegno della Guardia di Finanza volto alla Tutela dei Cittadini, della Legalità socio-economica e alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia di “lavoro sommerso”.

Nel corso delle ordinarie attività di “Controllo Economico del Territorio”, intensificate nei mesi a più alta vocazione turistica, i finanzieri della Tenenza di Riva del Garda hanno scoperto 51 lavoratori (12 “in nero” e n. 39 “irregolari”), impiegati con differenti compiti (camerieri, pasticceri, maitre, chef, lavapiatti, estetiste, bagnini), all’interno di un lussuoso resort situato nell’Alto Garda.

L’attività delle Fiamme Gialle s’inquadra in due degli obiettivi perseguiti dal Corpo: da un lato, arginare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nella piena e completa osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi sfrutta i lavoratori irregolari; dall’altro, tutelare proprio la parte più debole in un rapporto di lavoro, i lavoratori.

Questi ultimi, infatti, lavorando in maniera irregolare, non vedono riconosciuta alcuna copertura previdenziale e assicurativa con gravissime conseguenze sia sulle legittime aspettative di maturazione dei requisiti pensionistici, sia sulle garanzie in tema di infortuni sul lavoro. 

I militari, con la preziosa collaborazione dell’Inps di Trento (per la determinazione dei “contributi omessi” e delle relative sanzioni), hanno contestato le violazioni previste in materia giuslavoristica, in particolare, con l’applicazione della cosiddetta “Maxi-sanzione per lavoro nero” che viene irrogata, “a scaglioni”, in relazione alla durata del rapporto irregolare di lavoro.

Complessivamente, sono stati contestati “contributi omessi” e “sanzioni” per oltre 65 mila euro (la relativa normativa prevede delle sostanziali riduzioni della sanzione in caso di pagamento entro i termini previsti).

Inoltre, dal punto di vista sociale, una volta esitata l’attività della Guardia di Finanza, i lavoratori impiegati “in nero” vedranno immediatamente riconosciuti tutti i diritti previdenziali e assicurativi.

L’operazione condotta dalle Fiamme Gialle costituisce un’ulteriore testimonianza del costante presidio esercitato dal Corpo volto alla “tutela dei Cittadini”, alla “tutela della leale concorrenza” nel “libero mercato” e al “contrasto degli illeciti economici”.

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