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La squadra nautica della Polizia di Stato a Riva del Garda

La squadra nautica della Polizia di Stato a Riva del Garda

Con una canoa a motore a pesca nel Garda: padre e figlio multati, ma poteva essere una tragedia

Entrambi indossavano stivali da pesca, particolarmente pericolosi in caso di caduta in acqua

Sono entrati nelle acque del Garda trentino con una piccola canoa alla quale avevano applicato un motore. Padre e figlio, pescatori del mantovano, sono stati multati, ma la vicenda avrebbe potuto avre un finale ben più tragico. I due non avevano, infatti, l'equipaggiamento adatto.

La piccola imbarcazione è stata intercettata dal personale nautico del Commissariato di Riva del Garda. Com'è noto nel Garda trentino è proibita la navigazione di qualciasi imbarcazione a motore, salvo autorizzazioni. E' una norma che esiste da decenni, e che ha fatto della parte settentrionale del Benaco la patria del windsurf e della barca a vela.

Evidentemente i due non conoscevano la normativa, ma non solo: sembra non conoscessero nemmeno le basilari regole di sicurezza. Gli agenti hanno infatti riscontrato come a bordo non vi fosse alcun dispositivo di sicurezza: nè giubbotti nè salvagente. Si tenga conto che in questo periodo dell'anno l'acqua è particolarmente fredda ed anche solo pochi minuti possono essere fondamentali in caso di salvataggio.

I due, spiegano gli agenti, calzavano stivali da pesca. Se fossero caduti in acqua sarebbero stati portati a fondo in pochi secondi dagli stivali riempiti d'acqua. "Per tale motivo si invitano tutti coloro che navigano il Garda a dotarsi, soprattutto in questo periodo dell’anno, dei mezzi e dell’abbigliamento adeguato, senza dimenticarsi degli strumenti necessari per evitare spiacevoli incidenti" conclude la nota.

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