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Intossicazione alimentare a scuola: i pomodorini erano "troppo maturi"

"Secondo l'esperto i disturbi intestinali potrebbero essere eventualmente collegabili allo stato di maturazione del prodotto, che ne ha aumentato l'acidità rendendo possibile un'eccessiva proliferazione di batteri lattici"

Tra gli 11enni presenti nelle scuole trentine il 12% delle femmine e il 17% dei maschi sovrappeso e obesi. E' uno dei dati emersi dal incontro alla scuola primaria Moggioli di Povo in occasione della chiusura della quarta edizione del programma "Frutta nelle Scuole", realizzato in diversi Paesi membri della Comunità Europea, e in Italia promosso e coordinato dal Ministero delle Politiche Agricole e dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Gli alunni coinvolti nell’anno scolastico 2012/13 – il quarto anno del Programma Frutta nelle Scuole - sono stati 7000, appartenenti a 27 Istituti Comprensivi per un totale di 69 scuole coinvolte con 43 distribuzioni di frutta durante tutto l’anno scolastico.

In merito invece ai malesseri accusati lo scorso 3 maggio da una trentina tra alunni e insegnanti del Collegio Arcivescovile di Rovereto dopo aver mangiato dei pomodorini,  Tiziano Mellarini lo ha definito "un caso isolato, che non deve rappresentare motivo di abbandono del programma, ma uno stimolo per tutti i soggetti coinvolti nella sua gestione ad assicurare una migliore qualità dei prodotti ed un controllo più capillare lungo tutta la filiera: dall’azienda produttrice fino alla scuola".

I referti ufficiali delle Asl di Padova e di Trento hanno confermato che l'esito delle analisi chimiche effettuate sul prodotto è negativo sia dal punto di vista chimico sia microbico. "Le analisi - ha spiegato Fausto Bertaiola, presidente del Consorzio Ortofrutticolo Padano, capofila per il Lotto 3 (province autonome di Trento e di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia) del Progetto "Frutta nelle Scuole" - dimostrano che sul prodotto non sono state riscontrate contaminazioni né chimiche né batteriologiche e che, quindi, non c'è nessun tipo di responsabilità dei produttori. Volendo accertare come sono andati i fatti, abbiamo voluto interpellare un esperto, il professor Giacone, docente di Igiene e Tecnologia degli Alimenti all'Università degli Studi di Padova. Secondo l'esperto i disturbi intestinali potrebbero essere eventualmente collegabili allo stato di maturazione del prodotto, che ne ha aumentato l'acidità rendendo possibile un'eccessiva proliferazione di batteri lattici. Questo ultimi sono organismi naturali assolutamente innocui per l'essere umano, fanno parte della normale flora intestinale e sono presenti in molti alimenti, pensiamo ad esempio allo yogurt. Se assunti in quantitativi eccessivi possono causare qualche disturbo intestinale di lieve entità, come se mangiassimo qualche yogurt di troppo".

"Questo spiacevole incidente - ha spiegato l'assessore - assieme all’esperienza maturata nei primi quattro anni di realizzazione dell’iniziativa, fornisce degli spunti che inducono a riflettere sulla necessità di riproporre ai Ministeri coinvolti alcune modifiche e correzioni, al fine di apportare dei significativi miglioramenti ad un Programma già valido ed efficiente, in risposta ad un contesto scolastico molto avanzato e sensibile come quello riscontrato nel nostro territorio. In particolare, solo per citarne alcuni, favorire il consumo di prodotti locali e rendere maggiormente flessibile la possibilità di scelta delle tipologie di frutta e verdura e delle relative confezioni, in modo da tener conto delle esigenze espresse dalle famiglie e dalle scuole. L’amministrazione provinciale si è già attivata in questo senso e a breve formalizzerà le proprie istanze".

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