Mattia, 29 anni, ricoverato a Rovereto: "Manca il fiato, è come andare sott'acqua"

Giovane, sano e sportivo: il virus non guarda in faccia a nessuno. Ecco la testimonianza di Mattia

"Manca il fiato, è come stare sott'acqua e non riuscire a risalire". A parlare è Mattia, un ragazzo di 29 anni, ricoverato per coronavirus all'ospedale di Rovereto. Ha deciso di raccontare la malattia, la sua condizione e le sue sensazioni, perchè un caso come il suo dimostra che a finire in un letto di ospedale può essere anche un giovane, in buona salute, sportivo. Il virus può colpire duro, chiunque.

Proprio per questo dall'ospedale lancia un appello: "Ho visto su internet gente che va a correre tranquilla, che fa scampagnate. Restate a casa, siate altruisti e responsabili".

Mattia è un giovane romano, si trovava a Canazei per lavorare in un negozio di noleggio sci, quando ancora la stagione turistica era in corso. Poi la chiusura delle attività turistiche, la pandemia, ed il contagio vissuto in prima persona lo hanno "bloccato" in Trentino. "Basta solo un contatto, ricordo di aver stretto la mano ad un signore che faceva i tamponi" spiega. La zona di Canazei, proprio in virtù della vocazione turistica e quindi della frequentazione da parte di persone di varie regioni d'Italia, è ad oggi la zona più colpita del Trentino. Guarda la video-intervista, clicca qui.

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