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Parla il sindacato / Località Spini di Gardolo

Carcere di Trento: prima dell’incendio, una protesta delle detenute contro la destra

Il Sappe esprime solidarietà alle agenti coinvolte e chiede una stretta normativa al prossimo Guardasigilli

“Verso le ore 15.30, dopo la chiusura delle celle, alcune detenute hanno messo in atto una rumorosa e violenta protesta, consistita nello sbattere sui cancelli delle celle con delle pentole e piatti, adducendo come motivazione la nuova compagine politica salita al Governo. Il personale di Polizia Penitenziaria in servizio è immediatamente intervenuto per sedare la protesta ma, nonostante una lunga opera di convincimento, le detenute continuavano nel loro comportamento. Dopo pochi minuti, è scattato l’allarme antincendio causato dal fumo proveniente da una cella dalla quale usciva una vistosa nube di fumo. Il personale di Polizia operante si portava dunque sul posto e trovava una detenuta di origini maghrebine in escandescenza, che aveva appiccato un incendio all’interno della sua cella e con una bomboletta di gas in mano minacciava il personale. Subito le poliziotte penitenziarie provvedevano a sedare le fiamme con un estintore e ad apportare le prime cure alla detenuta”: è Massimiliano Rosa, segretario provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, a spiegare cosa è accaduto nel pomeriggio di mercoledì 19 ottobre nella sezione femminile del carcere di Spini di Gardolo.

Quattro poliziotte penitenziarie sono rimaste intossicate dal fumo provocato dall’incendio e hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Solidarietà agli agenti di polizia penitenziaria trentine anche da Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha aggiunto: “Siamo al collasso! Serve una stretta normativa che argini la violenza dei pochi, anche a tutela degli altri detenuti e delle altre detenute. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Al nuovo Ministro della Giustizia che verrà chiedo di avere quel coraggio che non hanno avuto i loro predecessori nel modificare l’insostenibile e pericolosa situazione delle carceri italiane. Servono con urgenza provvedimenti”.

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