Dolomiti: intervento "impossibile" per recuperare due alpinisti inglesi

La nebbia, la posizione sconosciuta dei due, poi il buio ed il nubifragio. Ecco il racconto del Soccorso Alpino

"Un intervento di quelli tanto, ma tanto impegnativi". Così i volontari del Soccorso Alpino di Agordo raccontano su Facebook il recupero notturno di due alpinisti inglesi bloccati sulla Moiazza, nelle Dolomiti agordine. Nessun infortunio, i due erano "sfiniti dalla stanchezza", intrappolati da buio e dal nubifragio sopra la cosiddetta Cattedrale, a 2.500 metri di quota. L'allarme è scattato alle 17 di giovedì 13 agosto quando i due, 27 e 30 anni, hanno capito di non poter proseguire sulla via del ritorno dopo una giornata passata a scalare alcune delle pareti più impegnative della zona. 

Questo il loro tragitto, ricostruito dai soccorritori: "I due, uno alla prima esperienza escluse camminate sui sentieri, erano partiti passate le 3 di notte dal Rifugio Tomè, sul Passo Duran. Un'oretta abbondante dopo avevano attaccato la Ferrata Costantini. Erano saliti sulla Pala del Belia e di seguito alla Cresta delle Masenade e da lì, probabilmente già stanchi, avevano deciso di rientrare dell'itinerario appena fatto. Durante la discesa però, sopra la Cattedrale hanno sbagliato traccia e preso la vecchia via normale che, se non conosci bene il percorso, ti porta sopra salti di roccia. Capito che da quel punto non sarebbero passati, i due sono tornati sui loro passi alla Cattedrale e, ormai sfiniti, uno anche con escoriazioni dovute a una scivolata, si sono fermati e hanno chiesto aiuto". 

L'intervento è stato "di quelli tosti, come ai vecchi tempi" scrivono i soccorritori. Non è stato possibile avere informazioni certe sulla loro posizione, il cellulare non prendeva. Tramite gli ultimi sms inviati si è riusciti ad avere e coordinate di due diversi punti. L'elicottero del Suem si è levato in volo, ma subito le nubi hanno azzerato la visibilità. Il velivolo è poi sceso e risalito due volte per portare in quota cinque soccorritori i quali, dato che non vi era certezza sul luogo in cui fossero i due, si sono divisi: due verso la cima della Ferrata Costantini e tre sulla Cattedrale. Quest'ultimo gruppo, ormai con il buio imminente, ha sentito le urla dei due.

A quel punto l'intervento era solo all'inizio: sono iniziate le operazioni per attrezzare una quindicina di calate lungo la parete verticale. Nel frattempo, però, è calato il buio e quindi i soccorritori hanno chiamato l'elicottero della Provincia di Trento, abilitato per il volo notturno. Niente da fare: la nebbia ha impedito, anche in questo caso, il recupero dal cielo. L'elicottero è tornato alla base e tutti hanno capito che l'intervento doveva essere portato a termine "come ai vecchi tempi". 

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Verso le 23, come se non bastasse, sul gruppo si è abbattuto il temporale. Soccorritori ed alpinisti hanno dovuto abbandonare tutto il materiale metallico per scongiurare il rischio di essere colpiti da un fulmine e ripararsi in una cavità della roccia. Una volta finita la pioggia sono riprese le operazioni per scendere lungo la via normale. Peccato che in un tratto, precisamente tra la Pala del Belia e la Pala del Bo, si fosse formata una cascata. Sono state necessarie altre operazioni di ancoraggio per superare il tratto invaso dall'acqua. Il gruppo è arrivato al Rifugio Carestiato, a quota 1.834 metri, alle 2 di notte. 

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