Scuole superiori, niente ingresso alle 9 in Trentino: più autobus, via i posti in piedi dalle corriere

Il governatore: "Ce la stiamo mettendo tutta per evitare la didattica a distanza". Le classi in quarantena sono 64, si registra un 10% in meno di studenti che usano i mezzi pubblici

Nessuno spostamento di orario per l'ingresso a scuola delle superiori. In Trentino la norma che prevede l'ingresso dopo le 9 e l'estensione delle lezioni al pomeriggio, per evitare sovraffollamenti sui mezzi pubblici, non sarà applicata. Lo ha annunciato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. La Provincia pensa piuttosto a raddoppiare le corse del mattino, in particolar modo sui treni tra Trento e Rovereto, ed a misure speciali per gli autobus.

"Non rileviamo la necessità di inizio delle lezioni alle 9 con scaglionamenti - ha detto Fugatti in conferenza stampa -. Riteniamo che con questa situazione alcune criticità possano essere risolte con il semplice spostamento di mezzi da una linea all'altra. Già oggi sono iniziate nuove corse su alcune linee particolari, nella fascia oraria attorno alle 7 e tra mezzogiorno e l'una sui treni tra Trento e Rovereto. Teniamo conto che si registra un calo del 10-15% di studenti delle superiori che utilizzano il trasporto pubblico, preferendo quello privato. Per l'inizio della prossima settimana la riorganizzazione dei trasporti sarà completata".

Il dirigente del Servizio Trasporti Pubblici della Provincia Roberto Andreatta ha spiegato che la soluzione dell’ingresso posticipato alle ore 9, pensato soprattutto per le realtà metropolitane, per il Trentino non sarebbe adatta: la maggior parte degli studenti arriva in città dalle valli. L'obiettivo è eliminare i posti in piedi negli autobus extraurbani, mentre da lunedì saranno attivate altre misure sul trasporto urbano come l'ingresso anche dalla porta posteriore. "Noi ce la mettiamo tutta per fare in modo che ogni classe continui a fare scuola in presenza. Stiamo lavorando per evitare la didattica a distanza e ci riusciremo" ha concluso Fugatti.

Il mondo della scuola, ha aggiunto il direttore dell'Azienda sanitaria, non rappresenterebbe un particolare problema per quanto riguarda l'andamento del contagio ma sarebbe in linea con i dati generali. "Non abbiamo segnalazioni di una trasmissione maggiore del virus all'interno delle scuole, nel numero totale che diamo ogni giorno il 20% sono minori in età scolare, percentuale che corrisponde grosso modo alla percentuale demografica". Le classi in quarantena, però, in pochi giorni sono passate da 45 a 64, di cui 9 messe in isolamento solamente nella giornata di ieri.

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