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Le dosi di eroina ingerite dal giovane e sequestrate

Le dosi di eroina ingerite dal giovane e sequestrate

Trento, ingoia 29 dosi di eroina e poi si lancia dal secondo piano dell'ospedale: denunciato

Il giovane spacciatore è stato pizzicato dall’unità crimine diffuso della Squadra Mobile mentre cedeva una dose di droga a un tossicodipendente

Vede la polizia e ingerisce diverse dosi di eroina: un altro pusher è stato fermato e denunciato a Trento e mentre era in ospedale si è lanciato dal secondo piano tentando la fuga. Nel corso di una serie di controlli nella zona della ferrovia, disposti anche a dicembre dal questore di Trento, Claudio Cracovia, la polizia di Stato ha individuato un spacciatore nigeriano di 23 anni, scarcerato a maggio del 2020, dopo essere stato arrestato sempre dagli agenti trentini, alla fine del 2019, nel corso dell’operazione denominata «Sommo Poeta», dal luogo, piazza Dante, dove erano soliti spacciare la droga i pusher.

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Il giovane spacciatore è stato pizzicato dall’unità crimine diffuso della Squadra Mobile, mentre cedeva una dose di droga a un tossicodipendente italiano, proprio all’ingresso del sottopasso che dalla stazione porta verso corso Michelangelo Buonarroti. A quel punto gli agenti in borghese si sono avvicinati al pusher nigeriano per bloccarlo e sequestrate lo stupefacente. Il cittadino straniero si sarebbe reso conto di essere stato notato e così ha ingoiato alcune dosi di eroina custodite nella bocca. Le successive verifiche hanno portato alla luce il numero preciso di dosi ingoiate: 29. 

In accordo con il magistrato di Turno presso la Procura della Repubblica, l’uomo è stato portato all'ospedale Santa Chiara per essere sottoposto ad una Tac che ha confermato la circostanza paventata nel momento in cui è stato fermato dagli agenti della Squadra Mobile. Successivamente, l'uomo è stato sottoposto alle cure del caso. Il rischio di certe azioni è grande, perché se le dosi ingerite si dovessero frammentate nell’apparato digerente, una volta che la droga entra nell’organismo, potrebbe scatenare un’overdose, letale per chi si presta a certe pratiche. Una volta terminato l’esame strumentale, il pusher è stato ricoverato in una stanza singola posta al secondo piano del reparto di medicina generale dell’ospedale di Trento, in attesa che espellesse dal proprio organismo la droga, non ancora in stato di arresto proprio perché non aveva ancora evacuato la sostanza psicotropa. 

Approfittando del fatto che, a causa del pericolo di contagio da coronavirus, una delle finestre fosse stata lasciata aperta per areare l’ambiente, con un balzo fulmineo dal letto, il giovane spacciatore si è lanciato nel vuoto dal secondo piano del reparto dove era stato ricoverato, nel tentativo di sfuggire all’arresto da parte della polizia di Stato, che sarebbe scaturito una volta espulse le dosi ingerite.  Il giovane cittadino extracomunitario è atterrato su di una piattaforma di lamiera, posta a circa 10 metri dal punto da cui si è lanciato, la quale ha attutito la caduta e si è procurato la frattura di una vertebra lombare. Il giovane rimane ricoverato, al momento, in ospedale dove è stato anche sottoposto ad un intervento chirurgico per ridurre la frattura. Ma non verserebbe in pericolo di vita. L'uomo non sarebbe in condizioni di muoversi liberamente, nel frattempo gli agenti della Squadra Mobile lo hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Trento e hanno sequestrato le 29 dosi, nel frattempo espulse.

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