Allarme cinghiali: dalla PAT indennizzi e contributi per le recinzioni ma c'è chi chiede l'abbattimento

Ripetuti danni alle colture si segnalano in Valle del Chiese, Vallagarina e Lessinia. La Giunta ha dato il via libera agli indennizzi ma c'è chi chiede di dare più libertà ai cacciatori

E' allarme cinghiali nel Trentino meridionale. Unanime il parere favorevole della Terza Commissione per indennizzare le aziende le cui colture sono state danneggiate da questi e altri ungulati e nella delibera sono previsti anche contributi per la recinzione dei terreni. La Giunta ha stanziato 150.000 euro all'anno per  coprire fino al 60% dell spesa degli agricoltori che vorranno realizzare recinzioni e opere di prevenzione per mettere i campi al riparo da eventuali incursioni di cinghiali.

Per gli indennizzi si va invece dagli 80mila ai 100mila euro, ma nel caso di ripetuti danni l'azienda sarà "invitata" a ricorrere alle recinzioni, che dovranno essere costruite  secondo le indicazioni del Servizio foreste e fauna. Le domande si possono presentare dal 1° gennaio al 30 giugno di ogni anno. Gli incentivi riguardano agricoltori con partita Iva, ma potranno accedere ai contributi anche privati cittadini purchè associati ad enti quali i Consorzi di miglioramento fondiario.

I consiglieri Tonina (Upt) e Giovanazzi (Pt)  hanno chiesto di dare ai cacciatori maggiori libertà per un tempestivo abbattimento dei cinghiali. L'assessore Dallapiccola ha ricordato che la caccia al cinghiale è già prevista da un accordo con l'associazione cacciatori ma ha condiviso la richiesta ad intensificare questi interventi vista la grande capacità riproduttiva dell'animale.

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