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Incontro sull'orso, la lettera: "La Provincia assuma una posizione seria"

Dalla serata di ieri - scrive Nicola - non è emersa la posizione della Provincia: spostare la responsabilità subito su Roma è un errore dell'assessore che dimostra la sua inefficacia/interesse e non fa altro che alimentare la cattiveria dei partecipanti

Riceviamo e pubblichiamo questo commento di Nicola Agostini in merito alla serata informativa du lunedì 5 luglio sull'orso a Baselga del Bondone, dove l'assessore Dallapiccola e il dirigente della forestale Masè hanno incontrato la cittadinanza.


Di indubbio significato l'incontro di ieri sera, in particolare perché ha evidenziato l'interesse della popolazione al problema, visto che questo è diventato, "un problema".  Presumo sia necessario che altre amministrazioni locali o gruppi, associazioni, organizzino altri incontri per rendere più efficace la comunicazione e la comprensione. Buona cosa sarebbe organizzarla in un campo sportivo, in un auditorium, per esempio a Vezzano, dove all'entrata i partecipanti possono scrivere delle domande/consigli/impressioni e poi, alcune, prese sul palco e discusse, mentre le altre possono trovare risposta sul sito appositamente messo a diposizione dalla Provincia Autonoma di Trento.


Da abitante della zona e da frequentatore delle campagne e dei boschi, non riesco ad accettare che mi si venga detto che "fino a quando il problema non viene risolto, non mi sento di dirvi che siete sicuri". Tanto vale dire che c'è un pericolo pubblico e come tale corrisponde a delle precise responsabilità civili e penali in seno a chi deve amministrare questo problema. Ecco, di questo non è stato parlato, è evidente che spostare la responsabilità subito su Roma (errore dell'Assessore che dimostra la sua inefficacia/interesse) non fa altro che alimentare la cattiveria dei partecipanti. Dimostrare poi che la Provincia Autonoma di Trento "ha risparmiato" ben 462.000 euro in pubblicità perché nel 2014/2015 sono stati ben 42 i minuti su reti Rai/Fininvest dove si è parlato "gratis" dell'orso e di riflesso del Trentino, mi sembra proprio una presa in giro, anche perché dell'orso si è parlato, ma negativamente e tutti si sono fatti un'idea di una bestia cattiva e sanguinaria.

Riesco a capire l'imbarazzo dell'assessore, che da 1 anno e mezzo è al "potere" e si è trovato tra le mani questa "rogna" e lo ringrazio, assieme agli altri partecipanti, della disponibilità e "coraggio" nell'affrontare questo argomento non certo facile, ma è necessario che prenda sempre più consapevolezza che le persone, che vivono il territorio o meglio che l'hanno sempre vissuto in un modo, non accettano di buon grado che la presenza, in questa misura e condizione, del plantigrado possa minare la propria libertà. Dimostrazione di ciò, esperienza personale, è la drastica riduzione delle persone che popolano i boschi e le campagne di Sopramonte, Cadine, Baselga del Bondone, Terlago, S. Anna, il sentiero di S. Vili, ecc…, non conosco nella realtà la Valle dei Laghi.

La presenza di due predatori sul territorio, noi e l'orso, non può portare a buoni risultati. Quando nel bosco, o meglio in tv, si vedono gli operatori forestali, con il fucile sulla schiena, a mio modo di vedere, rappresenta una forma di paura che loro stessi manifestano, ma il 99% della popolazione non va nel bosco armata e spero che nessuno lo faccia, in quanto la psicosi può portare solo a disgrazie, si immagini un fungaiolo come può essere facilmente scambiato per un orso.


La serata di ieri ha alimentato, a mio modo di vedere, la cattiveria dei cittadini; chiaro era impensabile che accogliessero l'Assessore e la P.A.T. con un cesto di prodotti tipici, ma la conduzione della stessa in maniera, mi si passi il termine, "democristiana" senza prendere una posizione seria, senza identificare le responsabilità civile e penale, senza segnalare di chi può essere la colpa, di quanto e come può essere considerata "difesa personale" nel caso di attacchi, dell'impegno delle forze dell'ordine sul territorio, della presenza di guardie forestali sui sentieri, ne sono una prova lampante.

Per esempio, da molto tempo e comunque anche ieri pomeriggio dalle ore 17:00 alle ore 20:00 nei boschi della zona "Piani di Groa", "S. Anna", "Lavè", "Mezzavia", "Strada de Mez", "Cuna", "Cercenari", "Viote", "Vason", "Cesana", "Brigolina", Damaso, Sopramonte e Baselga non si sono viste guardie "atte a salvare l'uomo da attacchi dell'orso". Poteva essere un'ottima "forma pubblicitaria o d'interesse" vista la riunione delle 20:30 a Baselga del Bondone…

Infine concludo segnalando che l'Assessore Dallapiccola ha esordito dicendo "che lui non può segregare o uccidere tutti gli orsi" perché comunque deve difendere "gli interessi/richieste" anche delle minoranze "fosse anche uno solo che vuole l'orso, neanche torcere un pelo", perché questa è la democrazia?. Ma scusate, ma quando la maggioranza (ci sono dei referendum in corso), stabilisce che gli orsi vanno segregati/abbattuti trattasi, questa, di Democrazia. La democrazia è fondata sui principi della sovranità popolare, quindi trovo sbagliata la considerazione dell'Assessore, in ragione anche della pericolosità dell'orso nei confronti dell'uomo, essendo, ripeto, un predatore. I referendum poi, come si vede per la Grecia, possono addirittura andare oltre le regole e possibilità della Comunità Europea.

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