Incidenti stradali

"Incidente simulato:" uccide l'amica con una pietra e incassa l'assicurazione

Il movente, per gli inquirenti, è che l'albergatore abbia agito per nascondere la falsa vendita alla defunta di un appartamento e ottenere il risarcimento di alcune polizze vita stipulate dalla farmacista Daniela Sabotig. L'avrebbe uccisa con una pietra

L'albergatore trentino di 48 anni Ivan Zucchelli, è stato arrestato per la morte di Daniela Sabotig, farmacista di 54 anni. E' accusato di omicidio doloso aggravato dalla premeditazione e truffa aggravata per fatti della notte tra il 4 e il 5 febbraio scorsi, quando l'albergatore chiamò il 112 raccontando di un'uscita di strada in auto e di una donna rimasta ferita, nella zona di Pieve di Ledro. Per l'accusa, si tratterebbe di un incidente solo simulato, per intascare l'eredità di lei.

L'uomo è ritenuto responsabile di omicidio aggravato ai danni dell'amica Daniela Sabotig e di truffa aggravata nei confronti della farmacista 54enne e della madre 90enne di questa. L'uomo, durante questi anni, carpendo la buona fede dell’amica, si sarebbe appropriato di buona parte dei suoi averi. Il movente, per gli inquirenti, è che l'albergatore abbia agito per nascondere la falsa vendita alla defunta di un appartamento e ottenere il risarcimento assicurativo come beneficiario di alcune polizze vita stipulate dalla stessa farmacista. Avrebbe quindi ucciso la donna colpendola al capo con una pietra di grosse dimensioni ed un altro corpo contundente non individuato, lasciandola poi priva di conoscenza all’interno della sua autovettura ad una temperatura rigida - sotto lo zero - per oltre un’ora, prima di chiamare i soccorsi, simulando l'incidente. La farmacista è morta per insufficienza cardiocircolatoria in conseguenza dell'emorragia.

Accuse pesantissime per Zucchelli, che aveva raccontato un'altra versione dei fatti. Dopo l'incidente aveva chiamato i carabinieri dicendo che lui e Daniela Sabotig erano precipitati nel burrone a seguito di una manovra effettuata dall'amica stessa, e che nell'impatto lei aveva riportato delle lesioni alla testa. Aveva anche raccontato che, dopo esser uscito dal veicolo, la portiera si era richiusa. Così lui, per rientrare nell'abitacolo e spegnere il motore dell'auto, aveva cercato di rompere il finestrino lato guida con una pietra di grandi dimensioni. 

Le indagini svolte dai carabinieri, corroborate dalle perizie medico legali e tecniche svolte dai consulenti del pm Fabrizio De Angelis, fanno emergere - secondo gli inquirenti - gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell'alberagatore 48enne, che si trova iun carcere a Spini di Gardolo. Sempre nella mattinata odierna, i carabinieri hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di un appartamento riconducibile a Zucchelli, che prima apparteneva alla madre di Daniela Sabotig.

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