Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Terzolas

Paralizzata dopo un incidente, verrà risarcita dopo otto anni

L'incidente che ha stravolto la vita della donna si era verificato in Val di Sole, nel 2013

Lo schianto, una vita completamente stravolta e la lotta per ottenere un risarcimento portato avanti per anni. È quanto vissuto da una donna di 36 anni dal 14 maggio del 2013 ad aprile del 2021, quando il giudice ha sentenziato che "La compagnia assicuratrice deve risarcire il danno, perché quando non vi è certezza del conducente le testimonianze dei soccorritori e la consulenza tecnica sono elementi decisivi".

A emettere questa sentenza è stata la giudice Ada Favarolo del Tribunale di Milano, che ha messo un punto alla disputa legale tra una compagnia assicuratrice e una trentaseienne rimasta invalida in seguito ad un drammatico incidente stradale in moto.

La donna, che risiede ora nel veronese, è stata assistita negli anni da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nei casi di controversie assicurative con sedi a Trento e Bolzano, ha quindi visto riconosciute le proprie ragioni in aula, dove il giudice ha ordinato alla compagnia assicurativa la rifusione di un maxi risarcimento di quasi 2 milioni di euro, oltre al pagamento delle spese legali.

L'incidente a Terzolas

Era il 14 maggio del 2013 e la donna si trovava in sella a una moto di sua proprietà ma guidata dal compagno, sulle strade della Val di Sole, a Terzolas. All’improvviso, una manovra azzardata da parte dell’uomo durante un sorpasso portò a un terribile schianto frontale con un’auto. Nel terribile impatto la moto prese fuoco e volò sopra un’altra auto, incendiatasi anch’essa, mentre i due passeggeri della moto finirono sbalzati a diversi metri di distanza.

Ad avere la peggio fu la 36enne, rimasta paraplegica, con alcune pesanti menomazioni e l’impossibilità di riprendere l’attività di ristoratrice che conduceva fino a poco prima dell’incidente. Malgrado in qualsiasi incidente stradale il passeggero abbia sempre diritto al risarcimento dei danni, anche quando viene provocato dal conducente del proprio mezzo, la compagnia assicuratrice non avrebbe avuto intenzione di farlo e, come si legge in una nota di Giesse: "adducendo la mancanza di certezza di chi fosse alla guida della moto al momento dell’incidente. Il guidatore, infatti, se responsabile dell’incidente, non ha diritto ad alcun risarcimento, mentre il passeggero sì".

Instillando il dubbio, l’assicurazione non avrebbe voluto risarcire nessuno dei due. E così è iniziata una lunga e certosina attività di riscontri da parte dei tecnici e periti di Giesse Risarcimento Danni, che hanno cercato tra tutte le prove e testimonianze raccolte subito dopo l’incidente, portando una serie di evidenze e riscontri nelle mani del giudice del Tribunale di Milano: le consulenze tecniche, messe a confronto con il tipo di lesioni riportate dai due motociclisti, hanno potuto ricostruire la posizione dei corpi dopo l’incidente, in aggiunta alle testimonianze dei soccorritori e degli automobilisti coinvolti che hanno poi ulteriormente confermato che alla guida della moto non c’era la donna, ma il suo compagno e che quindi il risarcimento alla 36enne sarebbe stato dovuto.

“Si tratta di una sentenza davvero importante - evidenziano Maurizio e Monica Cibien di Giesse -. Ancora una volta siamo riusciti a tutelare una persona in enorme difficoltà nei confronti di un colosso assicurativo, che a tutt’oggi non aveva incredibilmente pagato un solo euro di risarcimento alla nostra assistita. Troppo spesso, ancora, ravvisiamo tentativi di risarcire al ribasso, senza alcuna tutela per coloro che hanno sofferto danni anche molto gravi. Ma in questo, come in moltissimi altri casi abbiamo dimostrato che si può comunque ottenere giustizia: questa donna ha dovuto affrontare sfide difficilissime dal punto di vista fisico e psicologico, ma quanto stabilito dal giudice finalmente ha chiarito che il risarcimento del danno era dovuto, premiando la nostra convinzione nel portare avanti le legittime richieste nei confronti dell’assicurazione, grazie anche alle perizie e consulenze che non abbiamo esitato a disporre per assisterla al meglio”.

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