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Bruciare i rifiuti negli ex cementifici, Gilmozzi: "Un'opportunità da considerare"

Continua a farsi strada l'ipotesi di utilizzare gli ex cementifici trentini per bruciare il residuo secco della raccolta differenziata. L'assessore all'ambiente ha dichiarato di non avere preconcetti al riguardo così come fece, a suo tempo, l'allora presidente della Provincia Alberto Pacher

L'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi ha dichiarato di considerare un'opportunità il possibile utilizzo dei cementifici trentini come inceneritori, per bruciare il residuo secco. Lo riporta una nota del consiglio provinciale riguardo ai lavori della terza commissione. A breve l'assessore terrà un'udienza sull'aggiornamento del Piano provinciale di smaltimento rifiuti. Di questa ipotesi aveva già parlato l'allora presidente della Provincia Alberto Pacher la scorsa primavera in riferimento al cementificio delle Sarche, dove, in base alla normativa introdotta dal decreto del ministro Clini, si potrebbero bruciare i rifiuti urbani del residuo secco proveniente dalla differenziata. Altri progetti sono in fase di studio e prevedono la realizzazione di nuovi impianti a Taio e Ischia Podetti.

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