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Capodanno senza incendi, ma ad Asiago è caccia al piromane

Vigili del Fuoco in allerta tutta la notte, durante la quale fortunatamente non sono stati segnalati problemi. Nel frattempo i rilievi della forestale hanno confermato l'ipotesi di dolo per l'incendio tra Veneto e Trentino, rimangono da chiarire le cause delle fiamme scoppiate l'indomani a Terragnolo

Allerta massima nell'ultima notte dell'anno per il pericolo di incendi: fuochi d'artificio (seppur vietati fuori dai centri abitati) e siccità hanno tenuto svegli centinaia di Vigili del Fuoco in tutto il territorio provinciale. Nella mattinata di oggi, 1 gennaio, la  Protezione Civile ha pubblicato una nota con la quale si comunica che la notte appena trascorsa stata indenne da incendi.

UN ALTRO INCENDIO: a Tremalzo in val di Ledro, in fiamme 30 ettari di bosco, clicca qui...

Nella giornata di ieri i Vigili del Fuoco di tutta la Vallagarina (tra cui quelli di Ala, autori delle foto che vedete qui a fianco e sotto) erano ancora al lavoro per le operazioni di bonifica del'incendio scoppiato martedì scorso sui monti di Folgaria. Nel frattempo sull'altopiano di Asiago, al confine tra Veneto e Trentino, è stato dichiarato definitivamente spento il furioso incendio di Cima Portule, che ha visto impegnati i Vigili del Fuoco trentini accanto ai colleghi veneti, con l'utilizzo di due Canadair dello Stato. Gli accertamenti  della foretale hanno stabilito che in questo caso dietro alle fiamme c'è stata la mano dell'uomo: un gesto intenzionale che potva avere conseguenze ancora più gravi.

"Quel territorio è disseminato di ordigni bellici. Bombe che con le temperature raggiunte con l'incendio hanno iniziato a detonare. Le oltre 60 persone che sono intervenute hanno rischiato la vita" queste le dichiarazioni, raccolte da Vicenzatoday.it, del primo cittadino di Asiago, l'avvocato Roberto Rigoni Stern, che si è detto pronto a costituirsi parte civile nel processo contro ignoti: "L'accusa è di tentata strage". Rimangono invece da stabilire le cause dell'incendio, scoppiato il giorno dopo a poche decine di chilometri di distanza, in Trentino a Terragnolo.

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