Continua l'inferno di fuoco sulle montagne: l'ombra del dolo e centinaia di ettari in fumo

Si continua a lavorare nei boschi e sulle montagne al confine con il Trentino per la vasta macchia di incendi che da martedì notte non sono ancora stati spenti

Incendio a Lodrino (foto Instagram/Fabio Brambani)

Sono di certo a decine, forse addirittura centinaia gli ettari di bosco e di montagna che sono stati travolti dai terribili incendi di questi giorni, tra Valle Sabbia e Valtrompia: le fiamme non sono ancora state spente, e i volontari e i corpi dello Stato, Vigili del Fuoco e Protezione Civile, hanno ripreso a lavorare già dall'alba, con il supporto di mezzi speciali come i canadair – gli aerei attrezzati per il recupero e lo sversamento dell'acqua, che sono stati visti abbeverarsi sia sul lago di Garda che sul lago d'Idro – e gli elicotteri capaci di trasportare fino a 10mila litri. 

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(Video da Fb/Volontari Protezione Civile Antincendio Bovegno - BS)

Ma il fronte è ancora vasto. I primi incendi sono divampati nella notte tra martedì e mercoledì in Valsabbia, sul Monte Nasego tra Bione e Casto. Complice la siccità delle ultime settimane, e pure il forte vento, il fuoco si è rapidamente esteso arrivando a coinvolgere la Corna di Mura fino a sfiorare Marmentino e il Parco delle Fucine.

Fiamme in Valsabbia e Valtrompia

Così facendo, le fiamme hanno varcato inevitabilmente il confine, arrivando in Valtrompia. Qui tra mercoledì e giovedì han cominciato a bruciare i boschi del Monte Ladino, a Lumezzane, e del Monte Palo a Lodrino: anche in questo caso si registrano decine di ettari andati in fumi, anche se i danni più ingenti (almeno un terzo in più, per estensione territoriale) si sono registrati in Valsabbia.

Non è finita: come detto, sono accesi ancora diversi focolai in entrambe le valli. Con il calar della notte le operazioni di spegnimento vengono interrotte, per motivi di sicurezza e di visibilità, e poi riprendono all'alba, quando il sole sorge. Quando tutto sarà finito, e si spera entro le prossime 24 ore per limitare i danni, toccherà ai carabinieri ricostruire la dinamica di quanto successo. La di un'origine dolosa è più che probabile.

Fonte BresciaToday

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