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Odissea per il ricovero dopo l'infarto, medico indagato

Un imprenditore 55enne di Pergine sentitosi male dopo un giro in bici venne portato prima a Trento in elicottero, poi a Rovereto e poi ancora al Santa Chiara, dove entrò in coma. La famiglia ha presentato denuncia

Dopo un giro in bici la mattina di Pasquetta del 2011, un imprenditore 55enne di Pergine si sentì male appena tornato a casa. Ebbe un infarto. Mentre la famiglia chiamava i soccorsi e il figlio tentava una rianimazione, l'uomo ebbe un secondo infarto.

L'elicottero atterrato a Ciré lo portò al Santa Chiara di Trento, da cui però l'uomo venne subito trasportato in quello di Rovereto. Che non era attrezzato per l'intervento, così l'odissea è ripresa e l'imprenditore venne portato ancora una volta al Santa Chiara, questa volta in ambulanza. Nei trenta chilometri di percorso ebbe altri due arresti cardiaci.
 
I medici, una volta arrivato in reparto a Trento, non poterono che constatare le gravi condizioni del paziente, ormai entrato in coma. Uno stato vegetativo in cui si trova ancora oggi.
 
La sua famiglia ha quindi presentato denuncia in Procura, il pubblico ministero Davide Ognibene ha aperto un indagine e un medico del reparto di rianimazione e anestesia del Santa Chiara è finito sul registro degli indagati. L'ipotesi è che abbia rifiutato il ricovero del paziente.
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