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Controlli sulle dichiarazioni Icef, verifiche sulle anomalie

Queste dichiarazioni anomale, che presentano cioè almeno un elemento di non veridicità, riguardano per circa il 50% il settore delle politiche sociali, per circa il 40% il settore istruzione e per il resto la sanità

Su circa 200.000 dichiarazioni ICEF presentate nel 2011, sono state controllate a campione 10.000 dichiarazioni, incrociando le banche dati disponibili relative a redditi e fabbricati. Le dichiarazioni risultate “anomale” (701 dichiarazioni collegate a 1.949 domande di beneficio) sono state quindi assoggettate ad ulteriori verifiche: fatte salve le dichiarazioni risultate veritiere (118 dichiarazioni) e quelle per le quali per le quali si è consentito agli interessati la regolarizzazione a norma di legge in presenza di errori materiali o omissioni non costituenti falsità (circa 40 dichiarazioni), sono tuttora in corso di verifica 545 dichiarazioni anomale, collegate a 1481 domande e a 464 sottoscrittori.

Sono questi i dati che Sergio Bettotti, dirigente del Dipartimento innovazione e ICT della Provincia, ha elencato ieri in quarta commissione permanente. Da segnalare che in un certo numero di casi, nonostante la dichiarazione non veritiera, non si riscontra alcuna modifica del beneficio e quindi non si realizza alcun indebito vantaggio per il richiedente.
 
Entrando nel dettaglio delle domande collegate alle dichiarazioni ICEF, su un totale di 1.481 domande interessate, per 599 non c'è nessuna variazione al beneficio, per 722 c'è una variazione, per 58 c'è una perdita del beneficio e per 102 permane l'assenza del beneficio.
 
Queste dichiarazioni anomale, che presentano cioè almeno un elemento di non veridicità, riguardano per circa il 50% il settore delle politiche sociali (soprattutto per l'assegno regionale al nucleo familiare e per il reddito di garanzia), per circa il 40% il settore istruzione (soprattutto il diritto allo studio) e per il restante l'ambito della sanità (in particolare l'assistenza odontoiatrica).
 
"In queste settimane - ha detto l'assessore Ugo Rossi - sono in corso ulteriori verifiche puntuali con i soggetti che hanno presentato le dichiarazioni assoggettate a controllo, per verificare le anomalie riscontrate: in caso di conferma della dichiarazione non veritiera, si procederà ad effettuare la dovuta segnalazione alla Procura della Repubblica e contestualmente al recupero dell’indebito percepito dagli interessati sulla base dei dati non veritieri".
 
Nei casi in cui tale indebito non superi i 3999,96 euro, il reato viene derubricato a sanzione amministrativa, compresa tra 5.164 euro e 25.822 euro, fermo restando che la sanzione non può comunque superare il triplo dell’indebito (ad esempio se si tratta di un beneficio non spettante di 1.000 euro, la sanzione massima sarà di 3.000 euro).
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