Caldonazzo: poteva essere una strage. Hörmann aveva anche 100 proiettili e una balestra

Oggi l'udienza di convalida dell'arresto per l'uomo che martedì ha fatto irruzione in uno studio di commercialisti sparando alcuni colpi

La balestra sportiva sequestrata dai carabinieri

Resta in carcere Ivan Hörmann, l'uomo che martedì ha fatto irruzione in uno studio di commercialisti a Caldonazzo sparando colpi, fortunatamente senza ferire nessuno, per poi darsi alla fuga, finita con l'arresto da parte dei carabinieri in Val di Non.

Gli inquirenti non hanno dubbi: poteva essere una strage. Al momento dell'arresto i militari hanno ritrovato nell'auto dell'uomo, oltre alla P38 con la quale ha fatto fuoco nello studio, anche un coltello da cucina ed una balestra sportiva. La punta di una delle frecce era stata sostituita con una vite.

Nessun dubbio, secondo l'accusa, anche sulla volontà di uccidere: uno dei proiettili è andato a conficcarsi in un mobile, ed è stato schivato per miracolo dalla moglie del titolare dello studio. Hörmann aveva inoltre con se più di 100 proiettili.

L'accusa è quindi tentato omicidio, oltre al sequestro di persona, per essersi chiuso a chiave con il titolare nel suo ufficio. Il legale di Hörmann, l'avvocato De Bertolini, fa sapere che l'arrestato ribadisce di non aver avuto intenzioni omicide e si dice dispiaciuto per il dolore causato.

Complesso il quadro personale e psicologico di Hörmann: in precedenza era stato  seguito dal Centro di Salute Mentale di Trento. La casa i Mezzolombardo nella quale abitava da quasi vent'annni era stata venduta all'asta dopo la liquidazione della cooperativa edilizia, alla quale l'uomo aveva versato solamente una quota parziale per il riscatto dell'immobile.

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