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Cronaca San Giuseppe / Piazza delle Erbe

Sportler vende il "velo" per atlete. Critiche sui social, l'ad: "Scelta consapevole"

Scelta consapevole, e forse anche unn po' pubblicitaria, "a favore della convivenza tra culture" spiega l'amministratore delegato Oberrauch

Ha suscitato parecchio scalpore la notizia, ripresa da tutti i media, dell'hijab sportivo in vendita nei negozi di Trento e di Bolzano della catena Sportler. Una mossa che divide. Il "velo" di tessuto tecnico permette alle donne di religione islamica di praticare sport senza rinunciare a coprire capelli, nuca collo, ed è considerato un simbolo di modernità e di emancipazione. 

Quelli che non perdono l'occasione per criticare usanze di altre culture e relativi escamotage non mancano, soprattutto su internet. "Ci sono stati commenti odiosi sui social network - ha dichiarato all'Ansa l'amministratore delegato di Sportler Jakib Oberrauch - ma la maggior parte delle reazioni, per il momento, sono positive. E'  stata una scelta  consapevole, avremmo potuto venderlo sotto banco, ma abbiamo preferito fare  tutto alla luce del sole, a favore della convivenza tra culture e religioni". 

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