Falsi investimenti in siti di scommesse: truffa internazionale scoperta dalla GdF

E' partiita da Trento l'operazione che ha portato gli uomini della Guardia di Finanza a sgominare una banda di truffatori. Tre i complici in Trentino, dove venivano organizzate conferenze negli alberghi di lusso

Proponevano falsi investimenti in siti di scommesse online ed avrebbero così raggirato una settantina di investitori tra Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna i sette soggetti, ora indagati per truffa, smascherati dalla Guardia di Finanza di Trento. Ammonta a 2,4 milioni di euro il valore dei benni sequestrati: una villa, una palazzina, quattro terreni, quattro auto, una moto oltre alle quote ed aii conti correnti di cinque società colleggate al sodalizio criminale.

Secondo le ricostruzioni delle fiamme gialle l'ideatore della truffa milionaria sarebbe un distinto signore portoghese che con la complicità di un giovane connazionale avrebbe messo in piedi una struttura piramidale basata sulla prommessa di allettanti guadagni in tempi brevi per gli investitori, salvo poi sparire con il bottino raccolto. Altri due complici sarebbero un 49enne neozelandese ed un 45enne portoghese.

Una truffa internazionale dunque, ben radicata in trentino. Tra i sette indagati vi sono infatti anche tre complici "locali": un immobiliarista, un promotore finanziario ed un ex direttore di banca, che organizzavano riunioni e conferenze in famosi hotel del Trentino per promuovere l'investimento. 

Ai malcapitati veniva proposto di investire cifre, da un minimo di 2.000 ad  un massimo di 300.000 euro, in sei società titolari di siti online di scommesse sportive. Le società avevano sede in Italia, Svizzera, Nuova Zelanda, U.S.A. e Gibilterra (U.K.). I truffatori garantivano, tramite l'utilizzo di alcuni algoritmi, vincite "sicure" ed interessi mensili tra l'8% ed il 10%  del capitale investito. Niente di più falso.

Sono 77 le vittime accertate, solamente in Italia: albergatori, ristoratori, commercianti, ingegneri, dipendenti di imprese edili, di impianti di risalita, di enti locali, ma anche estetiste, parrucchieri, idraulici, dipendenti di supermercati, pensionati, promotori finanziari, tutti convinti, in buona fede, di fare un buon affare.

Per le indagini la Guardia di Finanza di Trento si è avvalsa  della collaborazione della polizia portoghese e francese, arrivando a ricostruire i complessi movimenti dei flussi di denaro verso le società estere. 

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