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Cronaca Cles

Pesticidi: glifosato al bando? Il movimento della Val di Non scrive al ministro

"Aspettare gli studi non serve, si applichi il principio di precauzione". L'animatore del movimento anti-pesticidi della Val di Non Virgilio Rossi scrive al ministro Martina

L'uso del glifosato in Europa potrebbe avere i giorni contati. Il noto diserbante, sospetto cancerogeno, è al centro del  dibattito in Commissione Europea, ma l'Italia non si è ancora espressa. Virgilio Rossi, animatore del movimento politico ed ambientalista della Val di Non S.A.E., ha scritto una lettera aperta al ministro Martina chiedendo di  non rinnovare l'auutorizzazione alla vendita del prodotto chimmico nel nostro Paese.  "Nessuno di noi ingerirà la dose letale per la propria salute, come nessuno potrà mai dimostrare però l'azione di una dose infinitesimale di glifosato associata a qualsiasi altra sostanze dannosa, assunte nell'alimentazione o per via cutanea o respiratoria" si legge nella lettera.


La certezza, insomma, non può  arrivarre dagli studi, almeno secondo  Rossi, o meglio: se mai dovesse esserci la certezza della pericolosità del glifosate potrebbe essere troppo tardi. "Non possiamo aspettare studi e ricerche che dimostrino l'impossibile. Bisogna applicare il principio di precauzione sancito dall'Unione Europea e applicabile quando  si è  in  presenza di una sostanza ritenuta dannosa per l'ambiente e la salute, anche se non si hanno chiare prove ed inconfutabili dati sulla sua innocuità che tra l'altro, in materia di pesticidi, speta al  produttore dimostrare". 
 

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