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Giudice trentino trasferito d'ufficio: sulla decisione le ombre dell'inchiesta sulla mafia del porfido

Il presidente del Tribunale di Trento è stato trasferito d'ufficio: il Csm ha riscontrato "frequentazioni inopportune" con uno degli indagati dell'inchiesta Perfido

Il presidente del Tribunale di Trento Guglielmo Avolio è stato trasferito d'ufficio per presunte "incompatibilità" con il territorio in cui ha operato. A deciderlo è stato il Consiglio Superiore della Magistratura. La Prima Commissione ne aveva chiesto il trasferimento già il 18 marzo scorso e, a tre settimane di distanza, la decisione è stata approvata in larga maggioranza diventando effettiva. A pesare sulla pluridecennale carriera del giudice, che comprende la partecipazione ad importanti processi come quello sulla strage di Bologna e quello legato ai fatti della "banda della Uno Bianca", sarebbero frequentazioni ritenute "inopportune" dall'organo di controllo della Magistratura.

"Frequentazioni inopportune"

L'inchiesta dell'antimafia sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nella gestione delle cave di porfido trentine ha infatti messo in luce rapporti molto stretti tra i capi dell'organizzazione criminale, alcuni esponenti dell'economia e della politica locale e perfino alcune istituzioni, tra cui lo stesso Tribunale. Per il Csm "l'accertata e confidenziale frequentazione" tra il giudice Avolio e l'imprenditore calabrese Giulio Carini, indagato nell'inchiesta "Perfido", pur essendo "un fatto volontario, incolpevole sul piano giuridico (...) può obiettivamente determinare un appannamento dell'immagine di imparzialità ed indipendenza". 

In vista del procedimento penale, dunque, il Csm a larga maggioranza ha preferito decretare il trasferimento d'ufficio per Avolio, rigettando la richiesta di prepensionamento presentata dallo stesso. Negli atti dell'inchiesta si parla di Giulio Carini come "figura cerniera" tra il mondo della criminalità organizzata e le istituzioni. Gli inquirenti hanno documentato incontri e cene l'imprenditore calabrese e rappresentanti del Tribunale. Il Csm inizialmente aveva vagliato anche le posizioni di altri due magistrati in servizio a Trento, uno dei quali ha già chiesto il trasferimento a Padova, deliberando però l'archiviazione.  

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