Gioco d'azzardo: in Trentino giocati 658 milioni di euro, 1.380 euro a persona

Numeri preoccupanti che rendono il fenomeno una potenziale 'piaga sociale'. Di questo e altro si è parlato  nell'incontro formativo dedicato alla dipendenza dal gioco organizzato dal Comune di Lavis e con il contributo della Cassa rurale

Secondo i dati del 2016 - i più recenti disponibili - nella provincia di Trento sono stati giocati 658 milioni di euro pari a 1.380 euro a persona e 2.811 euro a famiglia. Numeri preoccupanti che rendono il fenomeno una potenziale 'piaga sociale'. Di questo e altro si è parlato  nell'incontro formativo dedicato alla dipendenza dal gioco d’azzardo organizzato grazie all'interessamento del Comune di Lavis e con il contributo della Cassa rurale di Lavis, Mezzocorona e Val di Cembra. Relatori sono stati due psicologi: Matteo Kettmaier e Giulia Tomasi: "Il gioco d’azzardo patologico - è stato evidenziato in apertura – è un comportamento persistente, ricorrente e maladattivo di gioco che compromette le attività personali, familiari o lavorative". In Italia 790 mila persone soffrono di dipendenza da gioco d’azzardo. Un milione 750 mila sono considerati “a rischio”. Ancora più preoccupante è la percentuale (dal 4 all’8%) riferita agli adolescenti che “ha problemi di gioco” e all’8% dei bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni che “gioca on line”. Non tutte le persone che giocano d’azzardo sono affette da questa cattiva abitudine. In chi ne soffre e non riesce a farne a meno si riscontrano, però, alcuni tratti ricorrenti. Alcuni segnali indicano che, il gioco, è un problema. I comportamenti sono molteplici: i soldi spariscono da casa o dal conto bancario; la persona in casa è stranamente riservata o irritabile quando si parla di quattrini; nasconde l’estratto conto delle carte di credito e del conto corrente; chiede soldi in prestito ad amici, colleghi, banche, fino ad arrivare nei casi estremi agli usurai; bollette e affitto non vengono pagati; non vengono saldati i debiti e i creditori fanno sentire la loro voce; spariscono oggetti di valore e la persona è sempre a corto di denaro.

Chi è affetto da gioco di azzardo patologico è spesso in ritardo e si assenta per lunghi periodi di tempo senza spiegazione e fissa la sua attenzione sui cambiamenti del vivere di ogni giorno. Questi alcuni tra i più frequenti: la persona smette o perde interesse su ciò che prima gli dava piacere; soffre di problemi del sonno; non fa quello che promette o inventa scuse; trascura la cura personale, il lavoro, la scuola, le sue responsabilità di genitore e di marito; con chi gli sta più vicino ha sbalzi d’umore (scatti di rabbia, crisi di pianto, comportamento aggressivo/passivo); mente sul gioco e ha conflitti interpersonali a causa del denaro. La famiglia è obbligata a convivere con il problema. Alcune azioni da mettere in campo possono contribuire a migliorare la situazione. Ad esempio: proteggere i soldi di famiglia, identificare le situazioni che possono far ricadere nel gioco la persona, provare a migliorare la comunicazione in famiglia.

Gli operatori della propria banca possono giocare un ruolo impirtante nel contrasto alla ludopatia: "Riordinare la condizione finanziaria con l’aiuto dell’istituto di credito che ha la possibilità di verificare ripetuti prelievi di denaro presso case da gioco – è stato spiegato - Aiutando il cliente con una stampa del bilancio familiare mensile, visto che normalmente hanno la possibilità di riprodurlo. L’istituto di credito può, una volta accertati i ripetuti movimenti incriminati, indicare al cliente i vari gruppi Ama – Auto Mutuo Aiuto presenti sul territorio o indirizzare all’Associazione amministratori di sostegno persone in palese difficoltà”.  E’ stato ribadito che “l’operatore bancario, pur nella consapevolezza di avere di fronte un cliente affetto dal vizietto del gioco, deve utilizzare sempre il massimo rispetto possibile nei confronti della persona".

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Commenti (1)

  • È una cifra pazzesca! Se poi pensiamo che chi gioca spende, prelevando dalla propria tasca, anche la quota di chi non gioca, vuole dire che questi poveretti gettano al vento mediamente sei sette mila euro all'anno. Ma come si fa a tollerare questo? Questi locali di gioco vanno chiusi e basta e su internet vanno chiusi i siti di gioco. É una decisione da prendere una volta per tutte!

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