Cronaca San Giuseppe / Piazza di Fiera

Ghiacciai: in Trentino perso più di un terzo della superficie

In poco più di mezzo secolo il Trentino ha detto addio ad un terzo dei propri ghiacciai con la perdita del 33% dell’area totale. È questo il dato che fotografa il Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, un importante aggiornamento dello stato di salute del cuore freddo delle Alpi

In Trentino ci sono oggi 115 ghiacciai (13% del totale nazionale), per un’area di 30,96 km², corrispondenti a poco più dell’8% dell’intera area glacializzata italiana. Ecco la fotografia aggiornata della situazione dopo l’ormai datato catasto CGI-CNR risalente al ’59-’62. In 50 anni i ghiacciai del trentino hanno perso un terzo della superficie, ma a causa della frammentazione sono passati da 91 a 115.
Nonostante la netta diminuzione areale, si contano 24 ghiacciai in più, un fenomeno già evidenziato in altre Regioni italiane (come la Lombardia) e in altre aree alpine caratterizzate da intenso regresso glaciale.
A livello nazionale si registra, infatti, un evidente aumento del numero dei ghiacciai, che sono passati da 835 a 903, ma con una riduzione della superficie del 30% (157 km2), confrontabile all’area del Lago di Como, passando da 527 km² agli attuali 370 km² (circa 3 km² persi all’anno).
 
I 115 ghiacciai sono distribuiti in cinque gruppi montuosi principali: Ortles-Cevadeles, Adamello-Presanella, Brenta, Marmolada e Pale di San Martino. Dal punto di vista tipologico, il 50% dei ghiacciai del Trentino è classificato come Glacionevato, il 48% come Ghiacciaio Montano e solamente il 2% come Ghiacciaio Valivo.

Le maggiori perdite si riscontrano nel gruppo del Brenta con una contrazione del 73%, nella Marmolada dove la contrazione glaciale è stata del 65% e nelle Pale di San Martino del 63%.
La riduzione minore si osserva nel gruppo dell’Adamello-Presanella che ha subito una contrazione del 25%.

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