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Spini e Canova: un passato di errori urbanistici, la rinascita con le associazioni

"Dopo l'assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica tra il 2004 e il 2005, l'arrivo di nuovi cittadini a Spini ha reso evidente la necessità di lavorare su conoscenza reciproca e l'inclusione sociale"

Visita a Gardolo, circoscrizione più multietnica della città con il 19,1% di stranieri residenti, per il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta. Il primo cittadino ha incontrato il Tavolo Abitare a Spini e il Tavolo Ca' Nova, due coordinamenti che cercano di creare occasioni di incontro tra cittadini nuovi e vecchi, che hanno abitudini, vissuti, lingue diversi.

Proprio Spini, località nata, come ha ammesso il sindaco, da errori urbanistici di lunga data, ha saputo lentamente conquistare una propria fisionomia grazie ai servizi e al capillare lavoro del Polo sociale, della Circoscrizione e delle associazioni. Una zona della città pensata per una vocazione industriale, che col tempo ha però mescolato edilizia residenziale.

"Dopo l'assegnazione dei nuovi alloggi di edilizia pubblica tra il 2004 e il 2005, l'arrivo di nuovi cittadini a Spini ha reso evidente la necessità lavorare per favorire la conoscenza reciproca e l'inclusione sociale", ha raccontato Nicoletta Poli, del Polo sociale di Gardolo e Meano, al sindaco.

In questa Babele non di rado si riesce comunque a comprendersi grazie allo sforzo delle associazioni, che promuovono attività ma si fanno anche portavoce di richieste relative ai servizi necessari. Oltre ai già citati tavoli ci sono le associazioni Carpe Diem, e Charisma, la cooperativa Arianna che gestisce il centro aperto La Casetta, presso il  parco, ed ancora associazioni storiche come gli Amizi del Pont dei Vodi, oppure nuovissime e con radicci lontane come Quisqueya, che riunisce i residenti latinoamericani, oltre ad enti più  istituzionaali come Itea, Caritas e parrocchia. 

Il quartiere di Gardolo è una specie di laboratorio sociale: ci vivono persone provenienti dall'Europa (circa il 50 per cento), dall'Asia e dall'Africa (circa 20% per ciascun continente) e dall'America Latina (8%). Gli stranieri sono arrivati qui negli ultimi 15 anni, visto che nel 2000 erano solo il 4,9 per cento della popolazione. Si concentrano soprattutto a Canova, dove rappresentano quasi il 30 per cento dei residenti. 

La festa di settembre "Vento in Poppa", le giornate dedicate ai beni comuni "Puliamo Canova" e "Puliamo Canova", la passeggiata "Due passi per Spini tra storia e cultura": sono solo alcuni esemppi delle attività che, magai sottovoce  ma caparbiamente, contribuiscono ad alzare il livello di coesione sociale, oltre che di vivibilità in generale, nei due quartieri. 

Quartieri moderni dove, paradossalmente, è rinata  una consuetudine antica: quella di fare il pane insieme. Grazie al lavoro dell'associazione Germogli e di Carpe Diem, è nato il forno sociale 'La Migola': qui ogni venerdì mattina si radunano gli abitanti del quartiere, soprattutto le donne, per infornare il pane. Lavorare l'impasto e, soprattutto, aspettare il tempo necessario per la cottura crea l'occasione per scambiarsi ricette e suggerimenti, quindi per far crescere le relazioni. 

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