Cronaca Centro storico / Piazza Dante

Altri 55 comuni chiedono di unirsi, potrebbero diventare 19

Approvati dalla Giunta provinciale altri 19 percorsi di fusione, 55 i comuni interessati dove, come da normativa regionale, non si voterà a maggio: sindaco e consiglio comunale saranno prorogati, entro luglio la popolazione sarà chiamata a decidere

Lo stemma del Comune di Vattaro

Potrebbero diventare 172 gli attuali 208 comuni del Trentino: sono 55 i "campanili" che hanno deciso di riunirsi presentando 19 progetti di fusione seguendo l'esempio dei 7 comuni che hanno già avviato l'iter nel corso del 2014 (ovvero tre nuovi comuni dove si voterà per la prima volta a maggio). La Giunta provinciale ha approvato oggi le nuove ipotesi di fusione (che trovate elencate qui sotto): "si tratta di un momento storico - ha detto l'assessore competente Daldoss - che potrebbe riscrivere il quadro istituzionale del territorio, ora la decisione passa ai cittadini". Sono i cittadini infatti che saranno chiamati ad esprimersi con referendum, ma in ogni comune almeno il 15% degli abitanti ha già sottoscritto il documento presentato in Provincia, come prevede la normativa regionale.

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Nei 55 comuni interessati non si voterà a maggio: l’avvio del processo di fusione determina la proroga degli attuali organi comunali. I referendum sulle fusioni saranno fissati dalla Regione entro il prossimo 31 luglio. In caso di esito positivo i nuovi comuni saranno istituiti dal 1° gennaio 2016 e le prime elezioni avranno luogo nella primavera di quell'anno. Nel frattempo saranno prorogati gli attuali organi comunali fino al 31 dicembre 2015 mentre a partire dal 1° gennaio 2016 e fino alle suddette prime elezioni sarà nominato un commissario. Nel caso di esito negativo del referendum si procederà, invece, con le elezioni comunali in una domenica compresa tra il 1 novembre e il 15 dicembre 2015. Di seguito i progetti di fusione su cui la Giunta provinciale ha espresso parere favorevole:

1. Albiano Lona Lases, mediante la fusione dei comuni di Albiano e Lona Lases;
2. Altavalle, mediante la fusione dei comuni di Faver, Valda, Grumes e Grauno;
3. Altopiano della Vigolana, mediante la fusione dei comuni di Bosentino, Vattaro, Vigolo Vattaro e Centa San Nicolò;
4. Amblar-Don, mediante la fusione dei comuni di Amblar e Don;
5. Borgo Chiese, mediante la fusione dei comuni di Brione, Cimego e Condino;
6. Borgo Lares, mediante la fusione dei comuni di Bolbeno e Zuclo;
7. Castel Ivano, mediante la fusione dei comuni di Strigno, Spera e Villa Agnedo;
8. Cembra Lisignago, mediante la fusione dei comuni di Cembra e Lisignago;
9. Civezzano Fornace, mediante la fusione dei comuni di Civezzano e Fornace;
10. Madruzzo, mediante la fusione dei comuni di Calavino e Lasino;
11. Porte di Rendena, mediante la fusione dei comuni di Villa Rendena, Vigo Rendena e Darè;
12. Primiero San Martino di Castrozza, mediante la fusione dei comuni di Fiera di Primiero, Tonadico, Transacqua e Siror;
13. Tesino, mediante la fusione dei comuni di Pieve Tesino, Castel Tesino e Cinte Tesino;
14. Rendena Terme, mediante la fusione dei comuni di Caderzone Terme, Bocenago e Strembo;
15. Tre Ville, mediante la fusione dei comuni di Ragoli, Preore e Montagne;
16. Vallelaghi, mediante la fusione dei comuni di Terlago, Vezzano e Padergnone;
17. Ville d’Anaunia, mediante la fusione dei comuni di Tuenno, Nanno e Tassullo;
18. Sella Giudicarie, mediante la fusione dei comuni di Breguzzo, Bondo, Lardaro e Roncone;
19. Contà, mediante la fusione dei comuni di Cunevo, Flavon e Terr

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