Inseguimento a Cembra: "Nemmeno in Fast and Fourious". Otto mesi dopo la banda è in carcere

Tre ordinanze cautelari in carcere eseguite in Trentino ed in Sicilia, la banda accusata di una serie di furti in esercizi pubblici

Tre persone arrestate tra la provincia di Trento e quella di Catania, con l'accusa di essere responsabili di almeno 7 furti, tutti messi a segno in edifici pubblici in Trentino. E' questa l'esito delle indagini avviate dal Carabinieri del Comando di Cavalese e della Stazione di Cembra, dopo una serie di furti avvenuti in valle nel novembre 2018.

A tradire i ladri è stato il modus operandi, comune a tutti i furti, nei quali venivano presi di mira esercizi pubblici. Una certa spregiudicatezza connotava le azioni del gruppo, per esempio il fatto di agire a volto scoperto e di usare sempre la stessa auto: la Renault Clio che sarà poi protagonista di un folle inseguimento in Val di Cembra.

L'episodio più eclatante risale al 30 novembre scorso quando un carabiniere libero da servizio ha riconosciuto nelle vie di Cembra un volto noto alle forze dell'ordine. Quella sera la banda ha messo a segno un furto in paese, scappando a bordo della Renault Clio, dopo aver sfondato un posto di blocco‌, inseguita dai carabinieri ai 200 km7h.

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In seguito nelle intercettazioni il pregiudicato dirà, raccontando dell'inseguimento, "eravamo ai 200 all'ora, nemmeno Fast and Furious". Il titolo del noto film d'azione è diventato anche il nome dell'operazione che, ad otto mesi da quella sera, ha portato lui ed altri due complici in carcere. 

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