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Furti in serie in tutto il Trentino: arrestata una banda di cinque persone

Il gruppo era composto da un unico nucleo familiare. L'unico non legato da vincoli di parentela era un giovane di 18 anni, che aveva guadagnato la fiducia del sodalizio partecipando attivamente alla commissione di un furto presso l'Hockey Club Fiavè

Cinque persone sono state arrestate dai carabinieri di Riva del Garda con l'accusa di associazione a delinquere perché ritenuti responsabili di 47 furti, tra i quali il tentativo presso la chiesa e la canonica di San Rocco di Trento del 23 ottobre 2015, occasione in cui erano stati arrecati ingenti danni alle strutture. I cinque, sono accusati anche del tentato furto della cassaforte presso il Supermercato Eurospin di Ravina del 28 novembre 2015, e del furto presso la rivendita di tabacchi di madonna Bianca del 29 novembre 2015, luogo dove i malviventi abbandonavano una mola disco a sua volta oggetto di furto presso il magazzino Provinciale di Bleggio Superiore ed utilizzata anche nei furti presso il distributore di carburante di Zuclo (bottino di 300 euro) e presso il bar Movida di Pietramurata di Drò del (bottino di circa 5.000 euro in contanti contenuti nelle slot-machines). 

L'indagine ha tratto origine da diversi furti avvenuti nella Provincia di Trento (Vigolo Vattaro, Calavino, Aldeno, Drò) ed in particolare nelle Valli Giudicarie e Rendena, da cui è partita poi l'attività condotta dalle Stazioni Carabinieri di Tione di Trento e Ponte Arche che ha portato alle misure cautelari. Gli arrestati, tutti di etnia Sinti, sono Luciano Pasquale, 55enne nativo di Merate (LC), Sebastiano Reichast, 31enne originario di Romano di Lombardia, Stefano Reichard, 46enne nativo di Erba (CO), residente in provincia di Treviso, Pasquale Farfallino, 26enne e Cristian Reichard, 19enne, questi ultimi entrambi nativi di Gavardo (BS) e residenti a Comano Terme. I cinque sono tutti pluripregiudicati e tre di loto hanno ricevuto l'ordine di custodia cautelare direttamente in carcere, dove erano già detenuti per il furto avvenuto il 21 dicembre a Iavrè al bar Barbaluba.

Obiettivi del sodalizio, spiegano i carabinieri, sono stati anche numerosi Istituti scolastici dove venivano asportate le attrezzature audio video, nonché gli incassi degli eventuali distributori automatici presenti nelle strutture. Tentati furti anche dello sportello bancomat presso l'ospedale di Tione di Trento e delle cassette di sicurezza degli uffici postali di Bondo e Spiazzo. Non avendo alcun reddito derivante da attività lavorative lecite, il gruppo era anche dedito al furto di beni di prima necessità (viveri, bombole del gas, latte in polvere e carburante per i veicoli da loro utilizzati). Oltre agli arrestati sono state denunciate a piede libero anche due donne, che - secondo i militari - avevano un ruolo minore nella commissione dei reati. Il gruppo era composto da un unico nucleo familiare del quale l'unico non legato da vincoli di parentela era un giovane di 18 anni, che aveva guadagnato la fiducia del sodalizio partecipando attivamente alla commissione di un furto presso l'Hockey Club Fiavè del 18 dicembre 2015, che aveva fruttato alla banda un bottino di circa 3.000 euro.

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