Funerali di Lucia Bellucci. I legali dell'indagato: "non ci fu premeditazione"

Nel giorno delle esequie di Lucia bellucci, l'ex fidanzato, accusato dell'omicidio si avvale della facoltà di non rispondere. Recapitata al padre della vittima la lettera in cui avrebbe minacciato il brutale gesto

E' lutto cittadino a Pergola, nelle Marche, mentre si celebrano nella cattedrale i funerali di Lucia Bellucci, la ragazza morta accoltellata, del cui omicidio è accusato l'ex fidanzato Vittorio Ciccolini. Nel giorno dei funerali della vittima la difesa fa sapere che l'indagato avrebbe agito in preda alla follia e non, come sostiene ipotizzato dal Procuratore Giuseppe Amato, con premeditazione.

Ciccolini, noto avvocato veronese, ha scelto di farsi difendere da due colleghi dello studio legale in cui esercitava. Secondo quanto riportano i suoi legali la sera del 10 agosto, a cena con Lucia in Val Rendena avrebbe appreso che lei aveva un altro uomo ed in conseguenza di questa rivelazione, sconvolto, non riuscendo a darsi pace per la fine di quella relazione, l'avrebbe uccisa.

L'ipotesi della premeditazione sembra sia invece avvalorata dal rinvenimento della copia di due lettere che il presunto omicida avrebbe spedito a persone molto vicine alla ragazza, dalle quali si può desumere che l'idea di porre fine alla vita di Lucia era già nella sua mente. Una delle due lettere è stata sicuramente spedita: è arrivata oggi al padre di lei.

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Come ha spiegato il Procuratre Amato "è intercorso un certo lasso di tempo durante il quale l'indagato avrebbe potuto desitere dall'intento omicida" ed su questa distanza temporale tra la formulazione dell'intento e la messa in opera punta l'accusa per dimostrare la premeditazione, basandosi anche sulle "ampie e circostanziate dichiarazioni confessorie" dello stesso Ciccolini in un primo interrogatorio. Oggi invece, ancora in carcere a Trento, si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

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