Gioco d'azzardo: Fravezzi, Panizza e Tonini votano l'emendamento-ricatto

Anche i senatori Fravezzi, Panizza e Tonini hanno votato l'emendamento, all'interno del decreto "salva Roma", che prevede meno trasferimenti dallo Stato ai Comuni che adottano misure contro il gioco d'azzardo. La disposizione però, nelle regioni e province autonome, vale solo come principio generale

A cosa sono serviti i provvedimenti dei Comuni trentini per tenere lontane le slot machine ed i videopoker dai luoghi "sensibili", come ad esempio le scuole, i proclami dei politici, soprattutto del centrosinistra autonomista? A nulla, se poi nel resto d'Italia lo Stato taglia i trasferimenti penalizzando quel territorio rispetto a chi ha tenuto un profilo più morbido verso il gioco d'azzardo. Ci ha pensato il Senato, con l'emendamento presentato dal Nuovo Centro Destra al decreto cosiddetto “Salva Roma” e approvato con i voti di 140 senatori di Partito Democratico, tra cui Giorgio Tonini (tranne quattro dissidenti), Scelta Civica, Ncd e Gal, e dei senatori del Patt Franco Panizza e Vittorio Fravezzi, così come dei colleghi altoatesini Hans Berger e Karl Zeller. Il testo riguarda i comuni o le regioni che emanano norme restrittive contro il gioco d'azzardo, diminuendo così le entrate dell’erario.

Questi enti territoriali subiranno tagli ai trasferimenti di denaro che verranno interrotti solo quando norme e regolamenti contro il gioco saranno ritirati. La norma non vale però per le regioni autonome e per le province di Trento e Bolzano, espressamente citate nell'emendamento presentato dalla senatrice del Nuovo Centro Destra Federica Chiavaroli, dove si legge che "le disposizioni del presente comma costituiscono, nei confronti degli ordinamenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano, principi generali di coordinamento della finanza pubblica". Come a dire che la norma, da noi, è "soltanto" un principio generale al quale vedranno poi i governi provinciali se adeguarsi o meno. Così risponde Panizza: "Abbiamo votato con il Governo, ma abbiamo anche preservato da quelle disposizioni la nostra Provincia, per continuare l'impegno nei confronti della ludopatia". 

Ecco cosa dice l'emendamento:  "In coerenza con il principio di perequazione ed equilibrio finanziari”, si legge, ”tra livelli di governo, ed in attuazione dello stesso, qualora interventi legislativi regionali ovvero regolamentari di autonomia degli enti territoriali, aventi ad oggetto misure in materia di giochi pubblici riservati allo Stato non coerenti con l’assetto regolatorio statale di settore, determinino nel corso di un esercizio finanziario minori entrate erariali, anche di natura non tributaria, ovvero maggiori spese statali, anche a titolo di eventuale risarcimento del danno nei riguardi dei concessionari statali per la gestione della raccolta dei giochi pubblici, a decorrere dall’esercizio finanziario successivo sono attuate riduzioni degli ordinari trasferimenti statali a favore delle regioni ovvero degli enti locali che hanno deliberato tali interventi in misura corrispondente all’entità delle predette minori entrate ovvero maggiori spese. Le riduzioni cessano a decorrere dal momento nel quale tali interventi legislativi e regolamentari sono abrogati o revocati o comunque modificati in modo tale da risultare coerenti con l’assetto regolatorio statale in materia di giochi pubblici".

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