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Formazione professionale, 6 ex studenti su 10 hanno lavoro stabile

I migliori risultati occupazionali dell'area riguardano il settore del legno: praticamente tutti i giovani che si sono qualificati nel 2009 si sono velocemente affacciati al mercato del lavoro trovando un impiego

Sei ragazzi su dieci tra quelli qualificati nel 2010 nelle scuole di formazione professionale del trentino hanno un'occupazione stabile. Il lavoro manuale si conferma quindi come quello che garantisce maggiori prospettive di impiego. L’Osservatorio del Mercato del Lavoro dell’Agenzia del Lavoro ha di recente reso pubblici i risultati della rilevazione che viene fatta annualmente per verificare gli esiti lavorativi a diciotto mesi dal conseguimento del titolo triennale, dei giovani in uscita dal sistema della formazione professionale.

L’indagine ha coinvolto 786 giovani, l’83,2% dei 945 intervistati che avevano ricevuto il titolo nella sessione d’esami 2008/2009.  Dalle risposte di questi intervistati è emerso che ad un anno e mezzo di distanza più di sei giovani su dieci, il 60,1%, risultano occupati, confermando sostanzialmente il dato occupazionale del 2009 (60,3%). 
 
Questo indice è più alto per i maschi (67,3%), che peraltro proseguono meno negli studi, rispetto alle femmine (47,2%). La quota di giovani in uscita dai CFP che prosegue ulteriormente gli studi risulta infatti molto elevata tanto che un quinto dei giovani intervistati, il 22,9% del totale, è ancora studente all’atto dell’intervista; dalla suddivisione per genere si nota però che si tratta del 32,4% delle femmine e del 17,5% dei maschi.
 
Il settore industria e artigianato, con 326 qualificati di cui ben 284 intervistati, risulta quello che, pur avendo risentito del triennio di crisi, mantiene buone performance sia come tasso di occupazione, visto che tre quarti degli intervistati nel 2010 risultano occupati a diciotto mesi dalla qualifica, sia come quota di occupazione coerente con la qualifica ottenuta (il 65% dei giovani intervistati risulta essere occupato nel settore industriale).
 
I migliori risultati occupazionali dell’area riguardano peraltro il settore del legno: praticamente tutti i giovani che si sono qualificati nel 2009 si sono tempestivamente rivolti al mercato del lavoro (solo il 2% risultano ancora studenti al momento dell’intervista) e sono riusciti ad occuparsi in una percentuale elevata (il 90,2%) e coerente nel 70% dei casi.
 
I giovani che hanno scelto invece il settore grafico, ma questo non è un dato nuovo, confermano sempre più la necessità di proseguire ulteriormente la loro formazione per arrivare ad un inserimento nel mondo del lavoro: la percentuale di intervistati che nel dicembre del 2010 si dichiara ancora “studente” sfiora il 90%. 
 
Per quel che riguarda il settore del terziario, i giovani che hanno ricevuto una formazione per i “servizi alla persona tengono bene sia come tasso di occupazione (63,8%) sia come percentuale di occupazione coerente con la qualifica ottenuta (79,5%). Quelli dei “servizi di impresa e servizi di vendita” hanno un tasso di occupazione basso (33,9%) anche perché nel 41,1% dei casi al momento dell’intervista sono ancora soprattutto studenti.
 
 Infine, gli esiti dei qualificati dell’”alberghiero e ristorazione” rilevano che circa metà dei qualificati risultano occupati (48,9%) essenzialmente in occupazioni coerenti (81,8%); l’altra metà dei giovani usciti da questo percorso è invece per circa un terzo ancora in condizione di studente.
Chi sceglie il percorso formativo dell’area agricoltura ha buone probabilità di trovare lavoro e, soprattutto, un’occupazione che sia coerente con la formazione ottenuta.
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