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Martedì, 7 Febbraio 2023
La polemica / Folgaria

Pista di downhill, lo scontro tra Degasperi e Folgariaski: cos'è successo

Il consigliere provinciale presenta un'interrogazione sull'opera, Folgariaski ribatte screditando Degasperi che risponde con parole al vetriolo

Botta e risposta tra il consigliere provinciale Filippo Degasperi e Folgariaski, questa volta per la pista di downhill in realizzazione a Folgaria. Il battibecco è nato dalla polemica sollevata da Degasperi con l'interrogazione (con tanto di documentazione fotografica) datata al 3 ottobre e indirizzata al presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, dove il consigliere definisce l'opera che sorge sugli altipiani cimbri: "Nuovo scempio ambientale". 

L'opera

Sul versante est della Martinella, nel comune di Folgaria, è infatti in corso di realizzazione la pista di downhill. Secondo Degasperi, il nuovo tracciato produrrà quelli che lui definisce: "Effetti irreversibili e impattanti sull’ambiente circostante. Il percorso, ormai quasi completato, attraversa lunghi tratti di bosco, pascoli prima incontaminati e i tracciati delle piste da sci sovrastanti l’abitato di Serrada". 

Per realizzare la pista, osserva il consigliere provinciale: "Si è resa necessaria un’importante attività di disboscamento, appare come un ampio sentiero aperto ex novo con significativi interventi di sbancamento e movimento terra. Il passaggio sarà consentito solo in bicicletta come riportato dalla segnaletica la quale riserva esclusivamente a quest’uso il lungo percorso". Degasperi sostiene essere importante, in questo contesto, interrogarsi circa l’utilità dell'opera, rispetto alla collocazione e agli effetti sull'ambiente.

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"Il downhill - sottolinea Degasperi - è infatti uno sport di nicchia con un numero di praticanti non paragonabile a quello degli escursionisti ai quali sarà negato l’accesso alle vaste aree interessate dal percorso. Oltre agli evidenti danni ambientali non è chiaro se l’impianto presenti profili di rischio per la sicurezza anche degli sciatori considerate le alte paraboliche realizzate per creare i tornanti che hanno permesso di allungare molto il tracciato, e gli 'scalini' scavati in vari punti delle piste da sci. Questi ultimi proprio nei punti di maggiore pendenza (in particolare lungo la pista denominata Slalom Toll)".

A fronte di queste osservazioni, il consigliere provinciale ha interrogato il presidente Kaswalder per sapere chi abbia rilasciato le autorizzazioni per l'opera e quando; se la Provincia abbia verificato il rispetto delle relative prescrizioni, delle eventuali autorizzazioni e in caso affermativo, quando e con quale riscontro. Inoltre, Degasperi vuole sapere se per la realizzazione del tracciato siano stati erogati contributi da parte della Provincia o sue articolazioni ed eventualmente da chi, sulla base di quale progetto e per quale ammontare.

La replica di Folgariaski

Folgariaski, letta la polemica, è subito intervenuta, inviando già nel pomeriggio di martedì una nota dove viene contestato quanto sostenuto dal consigliere provinciale: "La pista di downhill, realizzata sul territorio degli Altipiani Cimbri, non rappresenta in alcun modo un danno ambientale. Al contrario: nelle aree i cui boschi sono stati devastati dalla tempesta Vaia, questo progetto - assieme ad altri - contribuisce alla pulizia, al riordino, al ripristino del patrimonio naturale e collettivo".

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Duro anche il commento contro l'osservazione del consigliere. "Purtroppo, ancora una volta, il consigliere provinciale Degasperi interviene su temi di cui forse non ha una completa informazione - scrive ancora Folgariaski -. Come fatto più volte in passato, lo invitiamo quindi, di nuovo, a venirci a trovare e a effettuare, assieme a noi, un sopralluogo sul tracciato del downhill. Questo al fine di fornirgli un quadro più informato e aderente alla realtà dei fatti".

I lavori sono iniziati la primavera scorsa. "La pista è stata ampiamente utilizzata con grande soddisfazione di un vasto pubblico di appassionati lungo tutta l’estate - conclude Folgariski -. Dunque l’intervento pare anche tardivo, oltre che basato su informazioni lacunose e probabilmente sollecitate da qualcuno che, sul territorio, sembra animato da sentimenti di rancore e volontà di danneggiare la propria stessa comunità".

La controbattuta di Degasperi

Degasperi non ci sta e nel tardo pomeriggio ha ribattuto: "Delle cose che ho detto io, non ne hanno smentita una. Sulle piste Vaia non ha fatto alcun danno e loro le hanno attraversate con questo tracciato. Nei boschi che ho visto io, sopra Serrada, gli alberi erano in piedi e li hanno segati e non hanno nemmeno chiamato il presidente della Consulta per chiedergli cosa pensasse dell'opera. Si offendono, ma non rispondono alle mie domande. Sulle piste da sci, alberi non ce ne erano. E poi io sono andato a vedere, se sostengono che sono gli alberi caduti per Vaia, che scrivano dove".

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