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Festa blindata a Casa Pound Trento: "Abbiamo molti nemici, siamo nel giusto"

Mentre in centro città più di trecento persone sfilavano dietro allo striscione con la scritta "chi ama la città odia i fascismi" nella sede di Casa Pound in via Marighetto si è tenuta la festa per l'anniversario del circolo, con un centinaio di persone tra militanti trentini e simpatizzanti da fuori. "Abbiamo molti nemici, vuol dire che siamo sulla strada giusta" ha detto leader nazionale di Casa Pound rincuorando i militanti trentini "abbiamo come simbolo una tartaruga e piano piano cambieremo questo paese". A procacciare così tanti nemici è naturalmente la dichiarata ispirazione fascista del movimento, nato a Roma nel 2003 con l'occupazione di un ex palazzo governativo: "i carabinieri ci chiesero se fossimo fascisti, e noi: 'certo'. Ma i fascisti non occupano le case, fu la risposta" racconta Iannone. Lo stesso circolo, il Baluardo, prende il nome da una frase di Benito Mussolini, riportata su un muro della sede, che definì Trento "baluardo inespugnabile ed inespugnato".

Molti nemici vuol dire però anche molta violenza: a Trento, Rovereto e Arco si sono verificati episodi di violenza in cui sono coinvolti militanti del'estrema destra, nel corteo di oggi sono stati affissi dei manifesti con le fotografie dei principali animatori del Baluardo accusati di essere picchiatori: "accuse tutte da dimostrare" dice il responsabile Filippo Castaldini mentre ricorda che uno dei loro è stato ferito in un agguato in piazza Venezia. La stessa notte un ragazzo, pare appartenente ai gruppi anarchici, si è presentato al Pronto Soccorso di Rovereto con ferite da taglio. "Quando ti attaccano in trenta contro uno, incappucciati, significa che non hanno più niente da dire" spiega, ma quello delle violenze politiche a Trento è un fenomeno sommerso, notturno, fatto di scritte che compaiono il mattino dopo sui muri, o su facebook come le velate rivendicazioni del gruppo Trento Fascist Crew che sulle magliette scrive, ironicamente è chiaro, "Non si devono picchiare i compagni" aggiungendo "non abbiamo intenzione di smettere".fascist-2

Chiediamo a Castaldini se ne sa qualcosa: "non li conosco, e sinceramente ho di meglio da fare" dice. Ma un altro movimento fascista a Trento non dovrebbe essere per voi  un interlocutore naturale? "Siamo aperti  al dialogo con tutti". Anche con gli antifascisti? "Se il presidente dell'Anpi o qualcuno del Bruno vuole venire qui a spiegarci la sua idea di antifascismo lo ospiteremo". Chiediamo anche come si pongono sulla questione dell'uso politico della violenza: "siamo uomini, è normale, non siamo capre che si sottomettono" risponde il responsabile di Casa Pound Bolzano, anche lui tra i relatori del pomeriggio. Quindi giustificate la violenza per difesa? "Per difesa e per affermazione". 

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L'affermazione dell'identità è ciò che lega tutti i discorsi sentiti nel pomeriggio, la difesa dell'italianità (viene tirato in ballo anche Cesare Battisti), del Paese "sputtanato da tutti", della bandiera "che è la nostra vita". Se si chiede quale sarà la prossima iniziativa la risposta è "continueremo con le nostre battaglie". Quali? "Siamo gli unici a scendere in piazza per dire che la città sta morendo, che gli immigrati se la stanno prendendo via per via" così ha detto il responsabile di Bolzano ai militanti trentini. "Abbiamo aiutato un italiano ad avere una casa Itea" spiega Castaldini. Non ne aveva diritto? "E' chiaro che se si presenta un singolo non ottiene attenzione, mentre con il nostro aiuto è riuscito a farsi riconoscere come caso d'emergenza". Le elezioni comunali si avvicinano, pensate di candidarvi? "Vedremo se sarà il caso, così come valuteremo eventuali alleanze oppure se proporci con una lista nostra". 

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